Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

«Interdittiva antimafia illegittima», la Prefettura di Agrigento pagherà le spese di giudizio

I giudici hanno ritenuto illegittimo l'operato della Prefettura di Agrigento per aver emesso un provvedimento adottabile esclusivamente nei confronti di Imprese sulle quali vi sia il sospetto che l'attività imprenditoriale possa essere condizionata da infiltrazioni mafiose

Il Tribunale amministrativo regionale di Palermo, in accoglimento delle argomentazioni formulate nel ricorso proposto dagli avvocati Anna Mongiovì Gaziano e Luigi Fazio Gelata, ha annullato, ritenendola manifestamente illegittima, una informativa interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Agrigento nei confronti della ditta "Cantieri Edili s.r.l." di Favara.

In particolare i giudici, con sentenza in forma semplificata (adottata in caso di manifesta fondatezza del ricorso), hanno ritenuto illegittimo l'operato della Prefettura di Agrigento per aver emesso un provvedimento adottabile esclusivamente nei confronti di Imprese sulle quali vi sia il sospetto che l'attività imprenditoriale possa essere condizionata da infiltrazioni mafiose.

Il T.a.r. di Palermo ha ritenuto, quindi, che  nessun rischio di infiltrazione mafiosa sussiste nei confronti della "Cantieri Edili s.r.l.", di Favara in quanto la mera esistenza di un procedimento penale per fatti che non denotino collegamenti con la criminalità organizzata e non previsti dalle leggi antimafia non può giustificare l'emissione di una informativa interdittiva, con le gravissime conseguenze economiche che comportano per le imprese.

La Prefettura di Agrigento, quindi, quale parte soccombente, è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio liquidate in mille euro.

Per effetto di tale pronuncia la ditta favarese, ritenuta impresa lontana da logiche malavitose, potrà proseguire tutti gli appalti nei quali è risultata vincitrice.

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