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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Il ricordo / Casteltermini

“Aiutò le vittime del terremoto del Belìce”: omaggio al carabiniere Nicolò Cannella a 55 anni dalla morte

Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”, deceduto nell’adempimento del dovere a Gibellina, sarà ricordato a Casteltermini

A 55 anni dalla dalla scomparsa, sarà ricordato a Casteltermini domani, 25 gennaio, il carabiniere ausiliario Nicolò Cannella, Domani, medaglia d’oro al Valor civile “alla memoria”, deceduto nell’adempimento del suo dovere a Gibellina mentre prestava soccorso alle popolazioni della Valle del Belìce colpite dal terremoto.

Alle 10, al cimitero di Casteltermini, sarà deposta una corona d’alloro sulla tomba del militare, alla presenza dei familiari e delle autorità civili e militari provinciali. Le note del “silenzio” saranno candite da un trombettiere del 12° Reggimento carabinieri “Sicilia” (reparto al quale apparteneva il decorato) e conferiranno ulteriore solennità al momento religioso, suggellato dalla benedizione impartita dal cappellano militare don Salvatore Falzone.

Successivamente, alle 10,30 nella chiesa madre di Casteltermini, il cappellano militare, insieme all’arciprete don Carmelo Lo Bue sarà celebrata una Santa messa alla quale parteciperanno i familiari di Cannella, il comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, colonnello Vittorio Stingo, nonché le massime autorità della provincia. Saranno presenti anche rappresentanze dell’Associazione nazionale carabinieri della Sezione di Agrigento e dei locali istituti scolastici con circa 40 studenti dell’istituto di istruzione secondaria superiore “Archimede” di Cammarata (sede aggregata “Madre Teresa di Calcutta”) e dell’istituto comprensivo “Giovanni Agostino De Cosmi” di Casteltermini.

Per la tragica scomparsa di Nicolò Cannella, venne tributata alla vittima del dovere la medaglia d’oro al Valor civile “alla memoria” con la seguente motivazione:

“In occasione di disastroso movimento sismico che aveva provocato numerosissime vittime, oltre ad ingentissimi danni, si prodigava per più giorni, con coraggio ed abnegazioni non comuni, in estenuanti e rischiose operazioni di soccorso in favore delle popolazioni colpite. Sorpreso da una nuova violenta scossa tellurica, noncurante del grave pericolo incombente, continuava la propria azione incitando a viva voce gli altri soccorritori con lui operanti a porsi al riparo, finché, travolto dalle macerie di ruderi circostanti, faceva olocausto della vita. Esempio mirabile di altissimo senso del dovere e di elette virtù civiche”.

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