Cronaca

Amputazione dell’avambraccio per gangrena gassosa, chiesto un milione di risarcimento

L'ex paziente ha citato in giudizio l’azienda sanitaria provinciale e l'ospedale Civico – Di Cristina – Benfratelli di Palermo

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Ha chiesto 1.105.986,46 euro di risarcimento. E lo ha fatto citando – davanti al tribunale di Palermo – l’azienda sanitaria provinciale di Agrigento e l’azienda ospedaliera Civico – Di Cristina – Benfratelli di Palermo. L’udienza, la prima, è stata fissata per il 28 giugno.

L’ex paziente chiede che venga riconosciuta la responsabilità da colpa medica consequenziale all’infortunio che ha avuto il 30 ottobre del 2013 quando, a causa di una ferita riportata all’avambraccio destro, ha fatto ricorso alle cure del Pte di Menfi da dove venne trasferito al pronto soccorso del “Giovanni Paolo II” di Sciacca e poi, rilevata una sospetta lesione al nervo ulnare, è stato indirizzato all’ospedale Civico-Di Cristina di Palermo per essere sottoposto ad un primo intervento chirurgico di rimozione di un grosso frammento di disco flessibile dall’avambraccio, per poi essere costretto – viene ricostruito nella documentazione dell’Asp – a subire l’amputazione dell’avambraccio per l’insorgere di gangrena gassosa.

L’azienda sanitaria di Agrigento ha già deciso di costituirsi nel giudizio promosso davanti al tribunale di Palermo per sostenere le ragioni e la correttezza dell’operato e ottenere il rigetto delle pretese risarcitorie. E per farlo ha già conferito l’incarico di difesa e rappresentanza all’avvocato Leonardo Gagliano del foro di Palermo che è già a conoscenza – scrivono dall’Asp di Agrigento – della problematica. Chiamata in garanzia la compagnia di assicurazione. 

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