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Alluvione di Novembre, pochi dubbi dalla Regione: dichiarato lo stato di calamità

Nello Musumeci: "C'è l'assoluta esigenza di ripristinare ovunque condizioni che consentano un ritorno alla normalità, eliminando ogni ulteriore situazione di rischio per le popolazioni"

Il maltempo ha messo in ginocchio l’Agrigentino. Novembre è stato un mese nero per gli agricoltori e non solo. Strade stracolme di fango e danni in ogni dove. Il Governo Musumeci ha ha deciso di dichiarare lo stato di calamità e di avanzare conseguentemente all'esecutivo centrale la richiesta dello stato d'emergenza che consentirà di ottenere le risorse necessarie a riparare i danni subiti e a mettere in sicurezza i territori.

In particolare - così come accertato dal dipartimento della Protezione civile della presidenza della Regione Siciliana - le zone sulle quali si sono abbattute trombe d'aria e forti temporali che hanno provocato allagamenti in aree urbane, frane, esondazioni di corsi d'acqua, crolli di infrastrutture e di alberi e interruzioni nei collegamenti stradali e ferroviari, sono quelle dell'Agrigentino oltre al capoluogo, Cammarata, Licata, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto e Ribera. 

"La stima dei danni - afferma il governatore Nello Musumeci - è ancora in corso, anche perchè si attendono le valutazioni definitive da parte delle amministrazioni locali. Ma c'è l'assoluta esigenza di ripristinare ovunque condizioni che consentano un ritorno alla normalità, eliminando ogni ulteriore situazione di rischio per le popolazioni. Si tratta di aree particolarmente vulnerabili per le quali non vanno lesinate risorse: gli interventi dovranno essere tempestivi e, soprattutto, risolutivi”.

 

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