Un agrigentino a Stoccolma, Alessio: "Troppa gente lontana dalla propria terra"

Il 26enne ha un grande sogno, ovvero quello di riuscire ad aprire una azienda tutta sua

Alessio Truncali

Sei un attore, imprenditore, uno studente, o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.

Il sogno di riuscire a creare - un giorno - una grande azienda, la voglia di riscattare la terra del cuore e la speranza che qualcosa - prima o poi - possa cambiare. Il nostro volto della settimana si chiama Alessio Truncali ha 26 anni e vive a Stoccolma. Un biglietto di solo andata con la speranza di potere tornare e mettere in fila i desideri ed i sogni da realizzare. La Svezia come modello sviluppo e integrazione, ecco la storia di Alessio.

Ciao Alessio, raccontaci la tua storia

"Mi chiamo Alessio Truncali, ho 26 anni e vivo attualmente a Stoccolma in Svezia, dove sto frequentando un dottorato di chimica dei polimeri presso il centro di ricerca Wwsc all'interno dell'università' KTH Istituto Reale di Tecnologia. Sono lontano da Agrigento da circa 8 anni, quando me ne andai per la prima volta per frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica presso il Politecnico di Torino, dove rimasi fino alla fine degli studi triennali e magistrali". 

Ti manca la tua città?

"Amo la mia città e mi manca tantissimo, torno sempre con tanto piacere a riassaporare i luoghi della mia adolescenza. Ogni volta che vivo per lungo tempo lontano da essa, ad un certo punto ne sento il richiamo come migliaia di agrigentini fuori sede, nonostante una città dalle mille contraddizioni. Una città avente un potenziale naturalistico, ma anche intellettuale immenso, perchè al contrario di quel che si possa pensare, ci sono tanti giovani che si impegnano  e studiano per riuscire ad avere una vita dignitosa e che coltivano le proprie passioni, nonostante i servizi  spesso molto inefficienti. Quindi, se migliaia di studenti e lavoratori non hanno il diritto di poter scegliere di poter vivere nel proprio ambiente c'è qualcosa di profondamente sbagliato".


In cosa, secondo te, deve migliorare la tua città?

"E' un problema vasto e complesso, ma con una prima analisi superficiale alla vista di tutti, ciò che manca a livello provinciale sono: buoni collegamenti con il resto dell'isola e del mondo, industrie, un polo universitario solido e collocato nel centro della città. A cio' viene associata una crisi a livello nazionale incapace di poter dare delle garanzie agli imprenditori, incentivati ad offrire lavoro nero a quelli che con tutte le forze cercano di rimanere. (ART 1: L'Italia e' una Repubblica fondata sul lavoro)".

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"In questo contesto non mi sentirei di dare colpe o consigli particolari ai giovani agrigentini, perchè questa grande fuga è dovuta ad un fallimento globale delle istituzioni, incapaci di trattenerci con percorsi di formazione e lavorativi a passo con i tempi che spesso lasciano il luogo al nepotismo o agli agganci. Sia chiaro che crearsi un network di conoscenze è certo importante, ma non può essere l'unica strada per lavorare. Si pensi che il problema è cosi' complesso che durante questa campagna elettorale agrigentina che seguo con interesse dalla lontana Svezia non c'è alcun programma attuabile per ovviare alla grande fuga giovanile e ciò indica ormai un problema quasi irreversibile.  Un consiglio da dare ai giovani agrigentini ce l'avrei. E' quello di viaggiare, fare esperienze di permanenza all'estero per imparare la cultura dell'accoglienza e le lingue, per poi tornare magari nella propria citta' per arricchirla con le proprie conoscenze e la propria mentalità aperta"

Sogni di tornare a vivere per sempre ad Agrigento?

"Qui in Svezia lo straniero è una risorsa e si sente subito a proprio agio, le retribuzioni sono tali da poter vivere in maniera dignitosa per tutti, il lavoro nero non esiste, tutti e dico tutti hanno un livello ottimo di inglese sempre con lo scopo di poter accogliere al meglio chi proviene dall'estero. Non sto parlando certo di un posto perfetto, ma si può senza dubbio solamente apprendere per il diritto al lavoro. In Italia ovviamente si può gia' stendere un velo pietoso sulla conoscenza comune della lingua Inglese. Come possiamo pensare di essere una fonte di attrazione per le compagnie o semplicemente per le persone straniere, coinvolgendole a vivere qui per poter far girare l'economia, se non conosciamo la lingua globale necassaria per comunicare? Eppure vi assicuro tutti amano la nostra terra, e spesso ci dicono che siam dei fuori di testa ad andarcene da un posto così meraviglioso e caldo (discorso che vale per l'Italia intera). Proprio nessuno, neppure io, riesce a comprendere fino infondo il perchè di queste grandi problematiche su cui si potrebbe parlare per ore e lui cui sfaccettature sono davvero immense". 


Sogni di tornare a vivere per sempre ad Agrigento?

"Infine, non mi dispiacerebbe per quel che mi riguarda, poter vivere un giorno ad Agrigento, ma lo tengo lì come un sogno di una città che un giorno possa splendere ed essere un punto di riferimento, che possa fare esprimere al massimo le potenzialità di un giovane come uno dei tanti, che ha sacrificato anni di formazione in giro per il mondo". 

Qual è il tuo più grande sogno professionale?

"Quale sia il mio più grande sogno professionale non l'ho ancora realizzato, ma mi piacerebbe poter creare un giorno un'azienda nel mio ambito grazie alle mie competenze acquisite e chi lo sa, magari nella mia cittànatia, come simbolo di una nuova rinascita.  Ad oggi tutto ciò rimane un sogno, perche' l'inversione di tendenza non si intravede".

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