Laurearsi su Skype nei giorni del Covid 19, Alessio: "Ho brindato a distanza"

E' agrigentino ma studia e vive a Siena, la sua tesi è stato costretto a discuterla on line

Alessio Nobile

L’emergenza Coronavirus ha obbligato le università di tutta Italia a cambiare le proprie abitudini. Le lauree di questi giorni si sono discusse su Skype. Sono tanti gli agrigentini che hanno dovuto rinunciare ad un abbraccio dei propri cari, in un momento più che mai importante. L’emergenza Covid 19, dunque, ha ridisegnato tutto, anche i giorni più belli. Ad avere discusso la sua laurea online, anche un agrigentino, ovvero Alessio Nobile.

Camicia e pantaloncini, una stanza ed una corona d’alloro, tutto l’occorrente per fare bella figura con i professori. Alessio Nobile, dunque, è un agrigentino che vive a Siena. Il neo laureato ha voluto raccontare uno dei giorni più importanti della sua vita.

"Il giorno della mia laurea per ovvi motivi non è stato come me lo immaginavo - dice Alessio ad AgrigentoNotizie. Trovarmi distante dalle persone a me care in un giorno così importante non mi ha permesso di godermelo fino in fondo. Ho frequentato l'università di Siena ed avevo deciso di rimanere poiché speravo ingenuamente che tutto si potesse risolvere, ma le cose sono peggiorate rapidamente e mi sono ritrovato da solo in casa. Così dopo all'incirca una decina di giorni dal decreto ho proposto a due delle poche persone rimaste in città di passare questo periodo insieme perché da solo si stava facendo veramente troppo dura. Fortunatamente adesso sto passando il periodo di isolamento in casa di una coppia di ragazzi spagnoli in Erasmus con i quali ho moderatamente celebrato il giorno della mia proclamazione via mail. La mattina in cui ho ricevuto la mail ho deciso di farla leggere a mio padre in video chiamata e abbiamo festeggiato tutti a distanza con un paio di bottiglie di spumante. Io a Siena con i ragazzi spagnoli nel cortile dell'abitazione in cui vivono e i miei parenti ad Agrigento ognuno nelle proprie abitazioni, tramite videochiamamata. Ovviamente - racconta Alessio ad AgrigentoNotizie - quel giorno ho particolarmente sentito la mancanza di tutta la mia famiglia e degli amici che sarebbero stati presenti se tutto fosse stato nella normalità. Ma sono sicuro che quando tutto questo finirà avremo modo di festeggiare come avevo immaginato prima dell'inizio della pandemia". 

Che giorni stai vivendo lontano da casa?

"Ormai non vivo ad Agrigento da quattro anni e diciamo che sono abituato a tornare soltanto per le festività e per le vacanze estive. Però chiaramente quando si è 'obbligati' a non poter tornare a casa l'effetto che fa stare lontani è diverso. Se penso che se fossi sceso non sarei potuto andare nemmeno a salutare mia nonna forse è meglio che io sia rimasto. I primi giorni di isolamento sono stati lunghi e piatti, perché senza la compagnia di nessuno dei miei coinquilini si faceva sentire la solitudine. Così ho chiesto a questa coppia di ragazzi spagnoli in Erasmus di continuare insieme il periodo di isolamento e loro con infinita disponibilità e gentilezza mi hanno aperto le porte di casa. Da quando vivo con loro le giornate passano più rapidamente perché impegnamo la giornata facendo diverse cose tra cui cucinare, guardare delle serie TV, giocare con giochi da tavolo e fare allenamento. Purtroppo a casa loro non c'è un balcone, ma solo un piccolo cortile in cui arriva un'ora di sole al giorno. Così approfittiamo di quell'ora er respirare un pò d'aria pulita e fresca". 

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Perchè hai scelto di non tornare?

"Quando il 9 marzo è uscito il decreto nel quale si dichiarava che tutta l'Italia fosse diventata una Zona Rossa è stato un pò scioccante, ma avevo già preso la decisione di non tornare per il momento e che se le cose fossero peggiorate avrei deciso il da farsi.  Ho avuto un momento di cedimento quando uscì la notizia (non veritiera) che dallo stretto di Messina potessero passare soltanto le merci e io, che per scendere in Sicilia prendo sempre l'autobus, mi sono sentito impossibilitato di tornare per qualsiasi evenienza. Così avevo pensato di prendere un aereo che da Roma mi avrebbe portato a Palermo e poi avrei passato le due settimane di quarantena in una casa vuota di mia nonna. Per arrivare a Roma avrei dovuto prendere il treno e proprio quando mi stavo dirigendo alla stazione per chiedere se ce ne fossero ancora, ho riflettuto e deciso che sarebbe stato meglio non muoversi dalla Toscana. Qui non ci sono stati molti casi e anche se fossi partito sano ci sarebbe stata una minima probabilità di contrarre il virus durante il viaggio e portarlo giù. Sono tornato a casa e ho mandato il messaggio con cui chiedevo al mio amico spagnolo se fosse possibile andare a vivere da loro per un pò. Adesso bisogna avere pazienza e cercare di far scorrere le giornate, magari realizzando progetti pianificati da tempo ma mai messi in pratica. Le feste arriveranno, come i festeggiamenti e il poter prendere il sole per più di un'ora al giorno". 0-2-3-3

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