"Uccise agricoltore dopo continue liti", indagini chiuse per l'indagato 84enne

Si ipotizzano la premeditazione, consistita nella pianificazione del delitto, visto che l'ottanquaquattrenne si sarebbe recato sul luogo nelle prime ore del mattino e munito di fucile già carico, e i futili motivi legati a banali questioni di vicinato

Indagini chiuse. La Procura di Sciacca - con i sostituti Roberta Griffo e Michele Marrone - ha notificato, secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia, l'avviso di conclusione delle indagini a Gioacchino Di Liberto, di 84 anni, di Alessandria della Rocca, indagato per omicidio ai danni di Liborio Plazza, di 72 anni, pure lui di Alessandria della Rocca. Di Liberto avrebbe sparato due colpi di fucile colpendo Plazza alla gola e al fianco.

Si ipotizzano la premeditazione, consistita nella pianificazione del delitto, visto che l'ottanquaquattrenne si sarebbe recato sul luogo nelle prime ore del mattino e munito di fucile già carico, ed i futili motivi, legati a banali questioni di vicinato sorte con Plazza, proprietario di un fondo limitrofo. Gioacchino Di Liberto, che si trova agli arresti domiciliari, è assistito dall'avvocato Fabrizio Di Paola.

L'episodio scatenante sarebbe legato a lavori di manutenzione su dei canaloni per il deflusso delle acque piovane. Ed è proprio in contrada Chimmesi che Liborio Plazza, il 12 settembre dello scorso anno, è stato - al culmine dell'ennesima discussione - freddato.

Nell'udienza di convalida, dinanzi al Gip del tribunale di Sciacca, Alberto Davico, l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. A suo carico è scattato un provvedimento di fermo di indiziato di delitto - per l'ipotesi di reato di omicidio volontario - ed è stato portato al carcere di Sciacca. Poi la convalida e la custodia in carcere, richiesta dal sostituto procuratore di Sciacca, Roberta Griffo. Successivamente i domiciliari decisi dal tribunale del Riesame di Palermo.

A risolvere il "caso" nel giro di poche ore sono stati, lo scorso settembre appunto, i carabinieri della compagnia di Cammarata e quelli del nucleo Investigativo di Agrigento. 

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