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Alberi abbattuti in città, Carlisi: "Ormai è una prassi consolidata"

Il consigliere M5S, citando alcune autorizzazioni recentemente concesse, spiega che le stesse fanno riferimento all'operato del Comune

L’abbattimento degli alberi in cattive condizioni o che recano disturbo alla viabilità cittadina è diventato un vero e proprio “sistema” per affrontare alcune problematiche? A lanciare l’inquietante interrogativo è il consigliere del Movimento 5 Stelle Marcella Carlisi, la quale da tempo si occupa delle numerose operazioni di potatura “drastica” condotte dal Municipio in più zone della città e che si è dotata di larga parte delle documentazioni connesse alle piante abbattute negli ultimi mesi.

“L'Amministrazione, con il taglio in via Esseneto - dice - ha creato un precedente da citare come prassi consolidata per trattare questo problema. Avete tagliato lì? Allora possiamo tagliare anche qui, chiedono i cittadini! Diamo democraticamente un taglio a tutti gli alberi che ci danno fastidio”.

Il riferimento della consigliera è ad un fatto in particolare: una richiesta di abbattimento (verosimilmente quella che ha portato all’eliminazione delle piante di Villaggio Peruzzo) presentata al Municipio “al fine di salvaguardare “l’incolumità pubblica ed evitare danni economici alle attività commerciali”, le stesse che si sarebbero fatte carico dei costi di abbattimento e di sostituzione con altre essenze ritenute più “idonee” e che comunque sarebbero state segnalate dal Comune.

“I problemi sono ben noti all’Amministrazione comunale, tenuto conto che i provvedimenti sopra citati (cioè gli abbattimenti) sono già stati adottati dall’Amministrazione comunale nella via Reggimento Girgenti… inoltre, stessi provvedimenti sono stati adottati in via Esseneto, dove si è proceduto con l’abbattimento di numerosi alberi di pino”. Riferimenti a precedenti che fanno riflettere e molto, dato che, proprio per via Esseneto, le motivazioni fornite furono anche, se non soprattutto, di carattere economico e pratico.

Va chiarito che tutte le richieste dei privati sono accompagnate da una certificazione agronomica che ne comproverebbe il gravissimo stato di salute, tra rischi sbilanciamenti dei trochi e diffusione di parassiti della corteccia.

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