"Non riporteremo i migranti in Libia", la nave Alan Kurdi punta su Lampedusa

La guardia costiera libica ha offerto Tripoli come porto sicuro, ma la nave tedesca ha rispedito l'invito al mittente

La nave Alan Kurdi, con a bordo 40 persone, sta facendo rotta verso Lampedusa. La ong battente bandiera tedesca, chiede un porto sicuro. A bordo dell’imbarcazione anche donne, una di loro è incinta, e bambini. Secondo quanto fatto sapere dal comandante dell’imbarcazione, il porto più sicuro è quello di Lampedusa.

Alan Kurdi e veliero "Alex", le navi rimangono al largo di Lampedusa

Dal Viminale, in queste ore, è arrivato un secco "no", i porti sono chiusi. “Firmerò il divieto di ingresso e di transito nelle acque territoriali italiane per la nave Alan Kurdi che ha raccolto 40 immigrati davanti alla Libia. È una Ong tedesca quindi sa dove può andare, ma non in Italia. Punto”. Questo il commento del ministro, Matteo Salvini.

La Ong tedesca, però, non arretra di un centimetro. “Ricondurre i migranti in Libria? Loro preferiscono annegare”. Queste le parole del comandante Barbara, responsabile della Ong tedesca Alan Kurdi. 

Continua il "braccio di ferro" tra Salvini e le Ong

Nel contempo, la Guardia costiera libica, ha inviato una mail alla ong tedesca indicando Tripoli come porto sicuro di sbarco. L’offerta, anzi la proposta, è stata prontamente rispedita al mittente. “Non riporteremo nessuno in un paese di guerra – ha fatto sapere la ong tedesca.

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Il commento di Pietro Bartolo

"Li ho visti scuoiati vivi, le ho viste stuprate fino alla paralisi. E questo è quello che può essere raccontato. Perché ho visto anche cosa succede a chi scappa dalla Libia e viene riportato lì. No, quello non si può neanche raccontare, va ben oltre le torture nei campi di concentramento nazisti, tecnologicamente più avanzati dei lager libici, dove non c’è il gas a stordirli prima della fine. " Lui, il signor ministro che non voglio neanche nominare, non ha idea di quel che dice, quando invita la Alan Kurdi a dirigersi verso Tripoli. Però ascolti chi ha visto l’orrore: nessun essere umano deve essere riportato in Libia. Nessuno".

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