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Aiuti alle famiglie e agli stranieri in difficoltà, partenariato fra tre Comuni

Il Municipio empedoclino ha autorizzato l’ente capofila a presentare una domanda di contributo sull’”Azione2 – Servizi di assistenza domiciliare per anziani e disabili che si trovano in stato di bisogno"

Un partenariato pubblico-privato per garantire i servizi socio-assistenziali agli stranieri, in possesso di regolare titolo di permanenza in Italia, che si trovano in condizione di marginalità sociale; per assicurare gli aiuti alle famiglie che sono in stato di bisogno e per l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili. Il Comune di Porto Empedocle, da sempre sensibile a queste tematiche, ha deciso di aderire, con delibera dell’Esecutivo, – nella speranza, naturalmente, d’ottenere fondi mirati a questo genere di aiuti e assistenza – al progetto di partenariato con i Comuni di Favara e Raffadali e con “Medea”: società cooperativa Onlus con sede a Monreale.

In contemporanea, l’ente empedoclino ha autorizzato l’ente capofila a presentare una domanda di contributo sull’”Azione2 – Servizi di assistenza domiciliare per anziani e disabili che si trovano in stato di bisogno”. Porto Empedocle, in questo modo, con questo partenariato pubblico-privato, potrà partecipare all’avviso pubblico per la presentazione di progetti da finanziare sul “Fondo Lire Unrra” per l’anno in corso.

“Il Comune di Porto Empedocle – ha scritto l’Esecutivo nella delibera – si impegna da sempre a sostenere le politiche sociali indispensabili per contrastare l’ondata di crisi che sta attraversando il nostro Paese, avendo avuto nel tempo sempre particolare attenzione ai servizi di assistenza sociale. Gli anziani spesso vivono in situazione di disagio, grave condizione di elevata fragilità sociale, a rischio emarginazione sociale. La crisi finanziaria in atto rende difficile l’attivazione di interventi che incidano efficacemente sulle forme di disagio più grave: le persone che vivono in situazioni di fragilità si confrontano con una crescente scarsità di opportunità di vita e di promozione, nonché di inclusione sociale e spesso sono esposte al rischio della precarietà e del ritorno alla marginalità sociale”. 

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