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Domenica, 23 Giugno 2024
Il caso

Aica, anomalie nei "selfie-timbratura": "pioggia" di contestazioni disciplinari per i lavoratori

Alcuni dipendenti sono obbligati ad usare l'autoscatto per rilevare le presenze: decine i casi contestati da gennaio per discrepanze con l'orario d'ufficio

I "selfie" rischiano di inguaiare decine di lavoratori di Aica, che adesso potrebbero subire una pesante sanzione disciplinare.

Per capire cosa è accaduto bisogna prima spiegare come funziona il sistema di rilevazione delle presenze della società consortile: i lavoratori che operano fuori dalla sede centrale o dagli uffici (quindi fontanieri, tecnici e operai che lavorano con le squadre di manutenzione o che si occupano dei depuratori) non possono infatti utilizzare un tradizionale apparecchio per rilevare le presenze e ricorrono ad sistema più complesso. Il dipendente deve scattarsi un selfie all'interno ad esempio dell'impianto in cui stanno lavorando all'inizio e alla fine del turno e caricarlo attraverso un'applicazione che rilevava orari e posizione gps, confermando quindi entrata, uscita e luogo. Un sistema che era preesistente ma che è stato parzialmente modificato proprio in questi mesi con una doppia notifica.

Ed è proprio da gennaio che Aica inizia a rilevare delle presunte "anomalie". Le più diffuse riguardano soprattutto la discrepanza tra l'orario in cui è stata scattata la foto e la comunicazione di inizio o fine turno, ma, in alcuni casi, anche il luogo del presunto scatto, fatto fuori dall'impianto e non al suo interno. Così, appena insediatosi il nuovo direttore generale, è spettato a Claudio Guarneri prendere atto di mesi di rilevazioni sospette e far partire una vera e propria pioggia di contestazioni.

Adesso diverse decine di lavoratori dell'ex Girgenti Acque, oggi Aica, si sono visti recapitare una contestazione disciplinare alla quale i lavoratori hanno potuto rispondere con una memoria scritta o difendendosi con l'ausilio dei sindacati. Da quanto risulta ad AgrigentoNotizie, la larga parte dei lavoratori ha risposto alle contestazioni, spiegando che spesso a monte dell'impossibilità di trasferire lo scatto in orario all'azienda vi sono problemi di connessione internet (i depuratori, ad esempio, si trovano in zone di campagna) o di malfunzionamento del sistema di rilevazione.

Spetterà adesso al direttore generale valutare caso per caso e decidere se le contestazioni dovranno tradursi in sanzioni, che potranno ovviamente essere poi impugnate in tribunale. 

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