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Le precisazioni

Nuovo Cda di Aica poco trasparente? L’azienda replica alla Consulta che aveva scritto al prefetto

Tra gli innumerevoli punti trattati figura l’approvazione del piano triennale del fabbisogno del personale come previsto dallo statuto

L’Aica risponde alla Consulta che aveva scritto al prefetto lamentando “poca trasparenza” nella selezione del nuovo Consiglio di amministrazione.

Selezione del nuovo Cda di Aica, la Consulta scrive al prefetto: "Manca trasparenza"

“In merito all’approvazione del piano triennale del fabbisogno del personale previsto dall’art. 22 dello statuto - si legge nella nota di Aica - l’Assemblea dei soci, fin dall’insediamento del gestore Aica e del suo Cda, ha evidenziato e rimarcato, come risulta dal verbale del 21 settembre 2021 e successivi, la necessità di procedere alla riorganizzazione aziendale “elaborata da un soggetto specializzato esterno” in modo da avere contezza delle esigenze organizzative anche in termini di fabbisogno del personale. Il superiore atto di indirizzo dei soci, supportato da precise norme statutarie, ha trovato riscontro nell’operato dell’azienda, dei suoi uffici e del Cda in carica, con l’avvio delle complesse procedure che hanno portato a presentare oggi ai soci una proposta di delibera di valutazione di un progetto di riorganizzazione aziendale, ultimato nel corso del secondo semestre del 2022; di uno schema di struttura organizzativa provvisoria che fotografa lo stato di fatto attuale dell’azienda; del piano triennale del fabbisogno del personale.

Si precisa inoltre che, con delibera di CdA n.105/2022 del  5 dicembre 2022 è stato approvato l’organigramma provvisorio della struttura aziendale su proposta del direttore generale pro-tempore Francesco Fiorino. Con sua proposta dallo scorso 31 gennaio è stata sottoposta al Cda l’approvazione del piano triennale del fabbisogno del personale redatto dal responsabile di risorse umane. La proposta di approvazione del Piano triennale del fabbisogno del personale è stata inserita al punto 8 dell’ordine del giorno della seduta di Cda (cessato in data successiva) tenutasi in data 2 febbraio 2023. Il punto è stato trattato e ne è stata rinviata l’approvazione esclusivamente per la necessità di apportare una modifica non sostanziale.

Con delibera n.4/2023 del commissario straordinario del 27 febbraio scorso, su proposta del direttore generale pro-tempore, è stato approvato il piano triennale del fabbisogno del personale.

Si fa inoltre notare che il piano triennale del fabbisogno del personale è un documento obbligatorio previsto dallo statuto aziendale (art.22 comma 1 lettera c) e dalle norme generali. Il piano del fabbisogno triennale del personale è previsto che troverà parziale realizzazione nel periodo di programmazione previsto da statuto e pari a tre anni, compatibilmente con le risorse economiche finanziarie stanziate nei bilanci di previsione. Il collegio dei revisori non ha espresso un parere negativo sull’approvazione del piano del fabbisogno ma ha semplicemente espresso un suo punto di vista sulle competenze del commissario straordinario.

Le competenze del commissario sono normate dallo statuto in maniera chiara ed inequivocabile. Inoltre si è ritenuto opportuno che l’assemblea dei soci si esprimesse, con una valutazione del piano triennale del fabbisogno del personale oltre che sul progetto di riorganizzazione dell’azienda e sulla struttura.

Essendo tutte queste decisioni strategiche per l’azienda, e pure non essendo espressamente prevista dallo statuto la valutazione da parte dei soci, risulta evidente che la valutazione da parte dei soci dei documenti sopra indicati, diventa “conditio sine qua non” per l’efficacia delle previsioni in essi contenute; tali previsioni sono fondanti ai fini della redazione dei documenti di programmazione economico-finanziaria dell’azienda in quanto impattano sui bilanci di previsione 2023-2025 e successivi e sul redigendo piano industriale.

Si è anche richiesto ai soci, vista l’importanza del documento atteso da lungo tempo dagli stessi, di autorizzare la presentazione multimediale del progetto di riorganizzazione aziendale con l’ausilio della società che ha condotto lo studio per una chiara e trasparente comprensione dei risultati, indicando eventuali date per l’audizione in assemblea dei soci.

In merito alla professionalità ed ai requisiti di competenza dell’attuale commissario straordinario si rimanda alla lettura del curriculum vitae da lungo tempo pubblicato sul sito aziendale. In merito ai distinguo che hanno caratterizzato l’operato dei membri del Cda cessato si invita a leggere la motivata nota di dimissioni presentata dall’attuale commissario in data 3 febbraio 2023 e inoltre a leggere, con la pazienza del caso, i verbali e le delibere del Cda cessato per entrare nel merito dell’operato dei singoli componenti del Cda.

In merito alla pubblicazione del verbale del Cda del 27 febbraio scorso si leggano le motivazioni di natura formale e non sostanziale che hanno portato alla ripubblicazione del verbale. Si è trattato, infatti, di un refuso sulla numerazione dei verbali, come pubblicato sul sito di Aica, il cui contenuto qui per comodità si riporta: Verbale n.2 del 27/02/2023 in sostituzione della precedente versione pubblicata in data 07/03/2023. Si è provveduto alla sostituzione dell'atto a causa dell'errata numerazione progressiva delle delibere. Nello specifico, la delibera di cui al punto n.9 (trattato come primo punto all'ordine del giorno) riportava erroneamente il numero 1 - già identificativo della delibera di cui al punto 2 del verbale del commissario straordinario del 14/02/2023 - anziché il numero 2”.

La presente nota viene redatta per il rispetto dovuto ai cittadini utenti, ai sindaci dei comuni soci e ai dipendenti di Aica, su cui ha gravato e continua a gravare il compito non certo facile di portare avanti una Azienda Consortile Pubblica che opera per la gestione di un servizio essenziale per la collettività. Si auspica al contempo che la consulta, nell’espletamento dei propri e ben individuati compiti, possa intervenire con la dovuta attenzione alla realtà ed alla veridicità delle notizie diffuse a mezzo stampa. Vigilando al contempo anche sull’operato dei propri componenti e sulla eventualità che gli stessi possano ricavare “vantaggi competitivi” dalla loro appartenenza alla stessa consulta.

Riservandosi tutte le ulteriori iniziative necessarie, anche in sede giudiziaria, per la tutela della propria professionalità e buon nome, oltre che dell’azienda”.

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