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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Aica e venti di sfiducia, ecco qual è la reale situazione

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

PERCHE’ QUESTO COMUNICATO

Questo memorandum si rivolge a tutti i soggetti privati e pubblici e alle associazioni che si ergono a difesa dei consumatori ma spesso hanno memoria corta.

 Si rivolge a tutti coloro che, spesso poco attenti alla realtà concreta, a mezzo stampa, social e quant’altro stanno creando un clima di sfiducia verso una azienda pubblica che è patrimonio di tutti i contribuenti e quindi dei consumatori.

Duole leggere notizie non rispondenti al vero di presunte perdite macroscopiche e il “chiacchericcio” alimentato dai soliti “bene informati” che ha riportato notizie e numeri non veritieri sui dati contabili dell’azienda: gli atti contabili sono ancora in fase di redazione nei tempi previsti dalla legge e quindi non sono accertati in via definitiva neanche dentro l’azienda.

Quando i bilanci saranno pubblicati si potranno leggere i numeri reali.

Duole perché creare un clima di sfiducia non fa bene a nessuno.

Non fa bene all’azienda, non fa bene al servizio e quindi ai consumatori, non fa bene ai lavoratori ed alla loro serenità, non fa bene ai sindaci che tanto si sono impegnati nello storico risultato di creare una azienda pubblica come gestore di un servizio essenziale e vitale per lo sviluppo del territorio.

 AICA, pur avendo finora mantenuto gli impegni presi con gli operatori economici contrattualizzati, con il puntuale pagamento delle fatture scadute, spesso non riesce ad acquisire tutti i servizi necessari.

Infatti spesso gli operatori economici, che sono i creditori del vecchio gestore Girgenti Acque, della gestione commissariale (che ha lasciato diversi pagamenti insoluti a causa dell’intervenuto fallimento) e ora della Curatela fallimentare, si rifiutano di lavorare per l’Azienda.

Intanto, malgrado il clima di sfiducia (alimentato spesso da soggetti che dovrebbero invece incoraggiare questa esperienza di azienda pubblica nata tra mille difficoltà), i dipendenti, ognuno con le proprie competenze e professionalità, continuano a lavorare indefessamente, con spirito di sacrificio e abnegazione, assolvendo ai lori compiti puntualmente.

Duecentonovantanove dipendenti e tre Comandati dall’Ente d’Ambito, quindi trecentodue famiglie del territorio che portano avanti un servizio essenziale e, incuranti di “trespoli con corvi gracchianti”, continuano ogni giorno a fare il loro dovere assicurando un servizio essenziale che certamente, in questo momento, non è e non potrebbe essere il migliore dal punto di vista dell’erogazione idrica e del funzionamento dei collettori fognari e dei depuratori.

CHI E’ AICA AICA,

Azienda Idrica Comuni Agrigentini, Azienda Speciale Consortile è il gestore di proprietà dei Comuni soci che garantisce il servizio idrico, fognario e depurativo nella Provincia di Agrigento.

Parlare del gestore del Servizio Idrico Integrato (SII) significa parlare di una vera e propria “industria dell’acqua”.

Per far sì che arrivi una goccia d’acqua in ogni casa occorre captare o derivare l’acqua, poi potabilizzarla, controllarla e fare in modo che, attraversando chilometri di condotte che devono essere aperte e chiuse attraverso manovre manuali, arrivi al contatore delle abitazioni ad una pressione sufficiente per alimentari i serbatoi domestici.

Ugualmente, ogni qual volta si tira uno sciacquone a casa, occorre che siano in funzionamento efficiente i collettori fognari, gli eventuali impianti di sollevamento e i depuratori, che già di per se sono impianti complessi, fino allo scarico al ricettore finale del refluo depurato, che a sua volta deve essere controllato in entrata e in uscita.

Nel frattempo occorrono persone negli uffici perché tutta la macchina amministrativa funzioni, vengano comprati cloro, reagenti, pneumatici, carburante, schede telefoniche, software, pezzi di ricambio, servizi di pulizia e altri servizi esterni di varia natura, e che tutto venga fatto ai sensi di legge per essere poi reso noto alla collettività.

Dal 2 agosto 2021 AICA gestisce in tutta la provincia le seguenti opere:

 · opere di captazione (pozzi, sorgenti, derivazioni da invasi) della risorsa idrica n. 32 (n. 16 pozzi, n. 15 sorgenti, n. 1 derivazioni da invasi)

 · un impianto di potabilizzazione che nel 2021 ha potabilizzato una media di 110 l/s;

 · opere di adduzione della risorsa idrica per un totale di 214 Km di condotte; · impianti di sollevamento dell’acqua potabile n. 28;

 · serbatoi di accumulo e riserva n. 92;

 · bottini e partitori n. 19;

 · reti di distribuzione in 27 comuni per un totale di Km 956;

 · reti di raccolta del refluo in 26 comuni per un totale di Km 897;

 · impianti di sollevamento in fognatura n. 67;

 · scolmatori di sovrappieno n. 60;

 · depuratori n.29;

 · condotte di allontanamento a mare n. 2;

 Per potere garantire il funzionamento di questa complessa industria, vengono impiegate 302 persone che lavorano suddivise nelle seguenti aree:

 · Area manutentiva e di gestione ordinaria (operai, operai specializzati, geometri, ingegneri, elettricisti) che garantiscono il complesso funzionamento di reti e impianti, spesso bisognosi di uno speciale impegno (in quanto in condizioni precarie) e di continue manovre idrauliche manuali o continui interventi di riparazione;

 · Area preventivi composta da tecnici che permettono di valutare i preventivi per nuovi contratti, volture, subentri ecc;

 · Area call center e segnalazione guasti che riceve e gestisce segnalazioni di problemi amministrativi e tecnici;

· Area amministrativa, contabile e di fatturazione che gestisce contratti, bollette e tutta la contabilità dell’azienda: dalle buste paga agli adempimenti contabili e fiscali complessi per una azienda pubblica con circa trecento dipendenti e 110.000 contratti di utenza;

 · Area operativa di lettura e controllo misuratori e verifica utenze;

 · Ufficio acquisti che gestisce il complesso mondo dell’acquisizione di beni, servizi e appalti con le procedure di evidenza pubblica;

 · Ufficio personale che gestisce le trecentodue unità di personale con tutti gli adempimenti di legge connessi ad una azienda di tali dimensioni;

 · Laboratorio di analisi chimiche fondamentale per gli adempimenti di legge per la qualità dell’acqua e del refluo depurato;

 · Ufficio informatico che progetta, sviluppa e gestisce un complesso sistema informativo necessario per l’erogazione dei servizi e la fatturazione finale verso l’utente, oltre a curare l’assistenza tecnica a tutte le postazioni di lavoro;

 · Uffici di direzione, di segreteria di direzione e degli organi aziendali (CDA e assemblea dei sindaci) nonchè di protocollo informatico e di gestione dei provvedimenti amministrativi emessi dall’azienda;

 · Uffici di magazzino, autoparco e officina meccanica per i mezzi aziendali;

 · Dirigenti e funzionari tecnici e amministrativi a cui sono demandati la gestione e il coordinamento di tutti gli uffici, l’aggiornamento di regolamenti, la redazione e firma degli atti di programmazione e contabili e l’emanazione di tutti i provvedimenti dell’ente e di tutti gli atti da sottoporre all’approvazione del CDA. Per norma, l’Azienda si alimenta economicamente esclusivamente con i proventi che derivano dalla tariffa pagata dagli utenti attraverso le bollette.

 LA GENESI: BREVE SINTESI DELLA STORIA CHE HA PORTATO ALLA NASCITA DI AICA

 E’ necessario rinfrescare la memoria di tutti coloro che affermano che “si stava meglio quando si stava peggio”.

Nel 2018 i Sindaci, con l’organo di controllo a ciò preposto ATIAG9, avevano rescisso il contratto al gestore Girgenti Acque ritenendolo inadempiente rispetto agli impegni contrattuali e ritenendo il servizio fornito non sufficiente, non efficiente, non efficace.

Per lo stesso gestore sono intervenuti l’interdittiva antimafia e l’affidamento della gestione a commissari prefettizi.

Prima della gestione commissariale sono anche intervenute azioni di sequestro di impianti di depurazione per problemi di cattivo funzionamento e/o presunte azioni illecite sulle quali sono in corso indagini.

Il vecchio gestore ha lasciato sul territorio un volume di debiti consistente che pesa sulle spalle degli operatori economici che hanno fornito i loro servizi, e ulteriori debiti per inadempienze nei confronti del fisco e degli enti previdenziali.

Dal marzo 2021 sono state dichiarate in stato di insolvenza e poi di fallimento le aziende che gestivano il servizio, Girgenti Acque e Hydortecne.

Il tribunale fallimentare, una volta dichiarata dal Prefetto la fine della gestione commissariale, non ha voluto prendersi in carico la gestione provvisoria del servizio in quanto, come è stato dichiarato in tutti le sedi istituzionali, durante la gestione commissariale non sussistevano gli equilibri finanziari.

Una Assemblea di Sindaci e un CDA appena nominato, con i buoni auspici del Prefetto ed un aiuto (finora più virtuale che reale) stabilito per legge dalla Regione Siciliana, hanno eroicamente preso in carico questa avventura con grande senso di responsabilità e spirito civico e grande voglia di fare qualcosa di storico nel territorio della provincia.

AICA ha così piantato la bandierina il 2 di agosto del 2021.

CONTRATTO DI AFFITTO DEL RAMO D’AZIENDA

 Il 30 luglio 2021, in condizioni di emergenza, AICA stipulava un contratto di affitto di un ramo della precedente fallita azienda (necessario all’espletamento dei servizi essenziali) dalla Curatela fallimentare, nominata dal Tribunale di Agrigento.

 Il 4 febbraio 2022, su autorizzazione del tribunale, il contratto di affitto è stato rinnovato, ad analoghe condizioni, per tre mesi prorogabile di altri tre.

Questi sei mesi non sono passati invano.

Rispetto alla fase caotica ed urgente che portò alla firma del primo contratto, sono stati fatti notevoli passi avanti nel comprendere come chiudere il rapporto con la vecchia gestione e con la Curatela, riguardo sia all’acquisto dalla Curatela stessa di quanto essenziale al funzionamento di AICA, sia alla corretta valutazione del costo di acquisto, sia alle modalità con cui deve avvenire la cessazione del rapporto con la Curatela.

 Il percorso non è stato agevole e non sarà ancora immune da difficoltà per la complicatezza del caso che appare, a detta delle stesse autorità competenti, un “unicum” nel panorama giuridico nazionale.

STATO COMPLESSIVO DELLE INFRASTRUTTURE GESTITE IN EREDITA’

La situazione ereditata dai precedenti gestori è pessima, a cominciare dal cattivo stato delle infrastrutture, dovuto sia alla loro vetustà, sia alla mancanza di adeguata manutenzione e buona gestione nel corso (almeno) dell’ultimo decennio.

Tutte le infrastrutture necessitano di cure costanti e di interventi continui che AICA fronteggia con i pochi mezzi a disposizione (senza parco macchine e mezzi d’opera sufficienti, senza strumenti di lavoro quali martelletti, gruppi elettrogeni, pompe ecc.).

Interventi innumerevoli soprattutto per le perdite idriche affioranti o occulte ed anche frequenti interventi di espurgo, oltre che interventi continui sulle apparecchiature elettriche ed elettromeccaniche degli impianti.

In Provincia sono già stati finanziati, e stanno prendendo il via, lavori su acquedotti e fognatura per circa 100 mln di Euro.

Ovviamente, per avere le opere completate, si dovrà aspettare il tempo necessario perché i lavori vengano eseguiti (circa tre anni).

Contemporaneamente sono ancora in corso tutte le attività di ricognizione puntuale dello stato delle infrastrutture gestite per il passaggio formale dalla gestione commissariale ad AICA.

Attività complessa che non potè essere svolta, come vorrebbe la norma, prima dell’insediamento di AICA vista la rapidità con cui è avvenuta la consegna della gestione ad Aica.

ATTIVITA’ SVOLTA DALL’AZIENDA DAL 2 AGOSTO 2021 A TUTT’OGGI

 In questi mesi AICA, i suoi dipendenti e il suo management, con il supporto dell’Assemblea dei Sindaci e dell’ATI, hanno fatto il miracolo di dare continuità al servizio.

Questo, ovviamente, non è sufficiente e può sembrare poca cosa, ma non lo è affatto.

 Bisogna tenere presente che AICA si è insediata il 2 agosto 2021 senza possedere un solo Euro, senza avere una partita IVA e senza un conto in Banca, senza avere credenziali in tutte le piattaforme informatiche a cui è obbligo aderire, e, soprattutto, nessun bilancio di riferimento approvato del pregresso gestore e da molti anni a questa parte.

Null’altro aveva AICA che la buona volontà di tutti i dipendenti e del CDA, un parco macchine malandato e un po’ di attrezzature fatiscenti, un magazzino con materiale raccogliticcio, e strumenti informatici da aggiornare e valorizzare.

 Deve essere ricordato con forza che i dipendenti hanno lavorato senza interruzioni e senza ferie tutto il mese di agosto e sono rimasti fino a settembre senza stipendio.

Ed ancora sono in arretrato di un mese. Dentro l’azienda, il lavoro va avanti alacremente, pur tra mille difficoltà, in tutti i comparti sopra elencati, spesso poco appariscenti per il pubblico ma nondimeno essenziali: si sta costruendo dal niente una macchina amministrativa pubblica, si stanno creando standard e procedure, si sta formando il personale con sforzi da autodidatta, si stanno aggiornando regolamenti e si sta mettendo a nudo la macchina aziendale in tutti i suoi aspetti.

 Si stanno inoltre redigendo gli atti contabili che daranno vita ad una seria programmazione dopo anni di mancata redazione dei bilanci.

 Certo non è facile far quadrare i conti quando il costo dell’energia elettrica mette in ginocchio un intero paese e, in particolare modo, le aziende come AICA, fortemente energivora per sua natura ma anche per lo stato di incuria e di mancati ammodernamenti in cui è stata lasciata.

Non è facile far quadrare i conti quando c’è in rete un tenore elevato di perdite fisiche di risorsa idrica (occulte e affioranti) e di perdite amministrative (abusivi, morosi e contratti a forfait), dovute quasi sempre all’incuria nella gestione degli ultimi anni.

Ma si sta lavorando in tal senso e non si dispera.

Si stanno ponendo le basi per una conoscenza vera dei problemi del servizio idrico integrato per programmare le azioni di miglioramento dell’”industria dell’acqua” che riguarda la provincia di Agrigento.

Questa è la vera rivoluzione del servizio reso pubblico.

Si è avviata anche la riorganizzazione del personale, che è la base per un piano industriale serio.

Il servizio si è affidato ad una società leader nel mercato nazionale ed internazionale che lavorerà per scandagliare figure, competenze e processi produttivi.

Non per produrre licenziamenti e/o assunzioni ma per valorizzare, inquadrare, motivare e gestire al meglio le figure professionali presenti in azienda e migliorare così l’intera performance aziendale.

Sono stati acquisiti servizi professionali per la tutela legale, per il ruolo di RSPP (in fase di ri-affidamento), di medico competente, di direzione del laboratorio e per acquisire la certificazione di qualità dello stesso.

Si è completato il passaggio ad AICA dell’acquedotto Tre Sorgenti, che ha permesso di migliorare la gestione in quanto crea un grado di libertà in più in tutto il sistema di approvvigionamento dell’area interessata.

Sono state completate pratiche amministrative che hanno portato all’acquisizione di pareri autorizzativi allo scarico di diversi impianti di depurazione, sanando situazioni precarie che si trascinavano da anni. Si è redatto, con la guida dell’ATIAG9, un importantissimo progetto e lo si è presentato per il finanziamento europeo denominato EUREACT.

Il finanziamento, se acquisito, permetterà di avviare un’azione di recupero e controllo delle perdite in buona parte del territorio.

La complessa procedura per acquisire la liquidità messa a disposizione dalla Regione come prestito ai Comuni, di ausilio allo startup di AICA, con un po’ di ritardo comincia comunque a produrre i suoi frutti.

I Comuni di S.Angelo Muxaro, Grotte, Campobello di Licata, Lucca Sicula e Castrofilippo hanno già versato la propria quota ad AICA dando un iniezione di fiducia all’azienda, al personale ed agli operatori del territorio che hanno investito nel lavorare con l’azienda e che si sono visti pagare puntualmente le loro fatture.

Auspichiamo che anche gli altri Comuni diano questa spinta propulsiva ai tanti sforzi che stanno facendo i loro concittadini sia come operatori economici che sostengono il servizio con il loro lavoro, sia come personale aziendale, sia come utenti che provvedono a pagare le loro bollette.

BILANCIO E AUTOSUFFICIENZA ECONOMICA DELL’AZIENDA

 Far quadrare correttamente i bilanci è obiettivo primario della nuova Azienda.

 Come si è detto, gestire il Servizio Idrico Integrato è un’impresa complessa che richiede interventi tecnici, atti amministrativi, investimenti.

I costi di tutto questo sono addebitati in bolletta agli utenti attraverso la tariffa.

Le tariffe, per le varie tipologie di utenze e di consumo, sono rigidamente regolate dalla autorità competente, così come per altri servizi essenziali quali elettricità e rifiuti.

L’ipotesi che le tariffe del servizio possano essere ridotte in questa fase storica della vita dell’Azienda è una chimera venduta da chi non ha strumenti per comprendere la realtà e mira solo ad ingannare gli utenti. Basti pensare che il prezzo delle forniture elettriche necessarie per far funzionare tutti gli impianti è quasi raddoppiato negli ultimi pochi mesi.

 CONCLUSIONE

Non è semplice né scontato, ma il percorso intrapreso dai Sindaci e dal Prefetto, a parere dell’Azienda, è l’unico che può portare ad una svolta che in parte è già avvenuta.

Ci vuole pazienza e tanto lavoro! Non chiacchere e non la bacchetta magica!

In sei mesi già l’azienda è diventata trasparente e lavora con i canoni della legalità. Scusate se è poco!

Certo tutti noi vorremmo che l’acqua arrivasse con costanza nelle case delle persone ed in quantità sufficiente e che le fogne non dessero problemi.

Ma questo è l’obiettivo non il punto di partenza.

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