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Aica, un commissario "davvero" straordinario: il nuovo Cda troverà molti atti già votati

Lunedì l'assemblea dei sindaci si troverà a valutare i nuovi componenti del consiglio di amministrazione, ma si annunciano polemiche

Più che straordinario. Il commissario di Aica Fiorella Scalia fin dal suo insediamento, dopo il burrascoso scioglimento del Cda della società idrica, si è connotata per una certa operatività: dopo (dico i verbali) innumerevoli sedute del consiglio di amministrazione in cui erano gli scontri tra i componenti (tra cui appunto Scalia) a portare alla continua mancanza del numero legale (e quindi l'impossibilità di deliberare alcunché) adesso il ruolo commissariale permette di superare i problemi ed imprimere un'accelerazione significativa agli atti di Aica. Un aumento di velocità che, per qualcuno, è persino eccessivo.

Accade ad esempio che, a fine febbraio, il commissario abbia approvato un atto che era all'ordine del giorno dal 31 gennaio, cioè il piano del fabbisogno del personale della società, nonostante il collegio dei revisori avesse chiesto una frenata.

In particolare i revisori mettono a verbale che, tenuto conto dello statuto di Aica, "la funzione precipua del commissario
straordinario sia di non lasciare vacante la carica di un organo decisionale la cui mancanza potrebbe generare danni o impedimenti o ostacoli al regolare svolgimento dell'attività aziendale. In tale ottica sarebbe opportuno,  quindi, che il commissario straordinario deliberi sugli atti necessari ed urgenti della gestione, lasciando il compito delle decisioni che implicano effetti o impegni strategici di lungo periodo al nuovo CdA di imminente nomina, tenuto conto, appunto, del breve lasso di tempo previsto per la sua sostituzione". Così riporta un verbale pubblicato il 27 febbraio che, in modo abbastanza laconico continua dicendo che "dopo ampia discussione, alla luce di quanto esposto dal ragionier Burrogano e dalle osservazioni del Collegio dei revisori, ritenuto di dovere comunque deliberare" il commissario approva il provvedimento.

Un atto che, ci dicono sempre i verbali passati, era stato anche oggetto di dure frizioni interne al Cda di Aica.

Scalia, invece, decide - senza motivarlo esplicitamente nel verbale - di rinviare un altro punto importante, cioè il budget 2023-2025 (già pronto da mesi ma mai votato in Cda per i motivi di cui sopra) perchè vuole rivedere il piano degli investimenti. Una cautela dovuta e che, certamente, non lascerà scontenti i sindaci che, appunto, su questi temi hanno sempre dimostrato grandissima attenzione. 

Lunedì, come da programma, si dovrebbero valutare le 38 candidature giunte attraverso una specifica manifestazione d'interesse, a cui si potrebbero però aggiungere anche altri nomi prodoti direttamente dall'Assemblea: si attende, ad esempio, una candidatura dall'area di centrosinistra che potrebbe permettere di superare alcune tensioni.

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