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Venerdì, 14 Giugno 2024
Servizio idrico

Nuova "tegola" per Aica, arriva un decreto ingiuntivo da 18 milioni di euro

La società sta resistendo davanti il giudice perché ritiene di aver fin qui rispettato in pieno il piano di rientro firmato negli scorsi anni

Ammonta a oltre 18 milioni di euro il decreto ingiuntivo fatto notificare nei giorni scorsi dalla Siciliacque, l'ente gestore del sovrambito idrico, ad Aica per acqua fornita in questi anni alla società e alle sue precedenti gestioni.

Il provvedimento è stato sottoscritto per una serie di presunte violazioni al piano di rientro che la società consortile avrebbe commesso nonostante gli accordi presi appunto per far rientrare un'enorme esposizione economica che in alcuni anni è lievitata in modo significativo data la sostanziale dipendenza dal punto di vista della fornitura di questa provincia dalla società pubblico-privata della Regione.

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Andando indietro nel tempo, ammontava a oltre 28 milioni di euro (siamo nel 2017) il debito che all'epoca vantava Sicilia acque verso Girgenti Acque. Una somma in larga parte poi saldata dal vecchio gestore e in altra parte finita "assorbita" dal fallimento della società di Marco Campione dopo l'interdittiva antimafia. Avvicinandoci di qualche anno, nel 2022 le fatture non pagate a Sicilia acque risultavano ammontare a oltre 4 milioni di euro.

L'azienda agrigentina era, per definizione della stessa Siciliacque "uno dei clienti principali", dato che la provincia è da sempre estremamente dipendente dall'acqua fornita dall'esterno e poco o nulla si è fatto finora - soprattutto durante la gestione pubblica - per rompere le "catene" almeno in parte e ridurre così la quantità di acqua acquistata. Anzi, la fornitura sarebbe addirittura cresciuta in modo significativo in questi anni.

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E' quindi scattato un decreto ingiuntivo per richiedere il saldo delle somme dovute al quale Aica si sta opponendo in tribunale, ritenendo che il provvedimento non sia motivato.

"Abbiamo manifestato le nostre ragioni - spiega il presidente Settimio Cantone - e contestiamo quanto attribuitoci da Siciliacque soprattutto rispetto al mancato rispetto di un piano di rientro che ci siamo sempre impegnati a garantire".

La palla quindi passa ai tribunali, con Aica che sarebbe però in difficoltà già rispetto al pagamento delle fatture dei fornitori: almeno così, ci risulta, è stato riferito da un'azienda che chiedeva il pagamento di un lavoro realizzato per conto della società consortile.

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