Cronaca

Aica sempre più "assediata" dai debiti: ridotta la fornitura elettrica e lavoratori pronti allo sciopero

La situazione finanziaria della Consortile resta, come del resto era noto, estremamente delicata: ci sono problemi anche ad incassare le bollette

Che il cammino sarebbe stato in salita era un fatto noto, soprattutto nella fase di start up, visto che di fatto si partiva senza un soldo in tasca. L'Aica però appare sempre più "accerchiata" a causa delle vicende del passato, e non solo.

Partiamo dal primo problema riscontrato stamattina in diverse zone della provincia: l'azienda elettrica fornitrice di Aica (che ha un grosso scoperto con la gestione commissariale), ha diminuito la potenza dei punti di prelievo per morosità pregressa. Una riduzione che non ha al momento avuto ripercussioni effettive sulla fornitura idrica, ma che potrebbe - se si protraesse - crearne nei prossimi giorni, se non si chiariranno gli accordi tra i due enti.

Dalla Consortile rispondono nettamente, spiegando che si era comunque raggiunto un accordo con il gestore per il progressivo pagamento delle somme dovute che distinguesse i debiti della gestione commissariale da quelli dell'Aica e che, soprattutto, prendesse atto dell'assenza di risorse economiche in cassa.

Carenza che è dovuta a due ordini di problemi: il mancato trasferimento delle somme della Regione promessa per la fase di avvio (dovuto al fatto che solo 5 comuni su oltre 30 hanno oggi votato i piani di rientro) e un problema con il pagamento delle bollette idriche connesso al mancato riconoscimento da parte del sistema PagoPa.

Una "tempesta perfetta" che ha come conseguenza, ovviamente, anche il mancato pagamento delle fatture ai dipendenti. A denunciarlo è il sindacato Cgil che ha formalmente protestato con la gestione della società pubblica. 

"Avevamo denunciato nei mesi scorsi che senza un intervento della regione Sicilia che si facesse carico di anticipare a vario titolo una liquidità economica con urgenza avremmo patito la sete e non solo - si legge in una nota a firma di Franco Gangemi e Filippo Munda, segretari di categoria Fiom e Filctem e del segretario provinciale Alfonso Buscemi - . Certo, i sindaci si sono intervenuti in ritardo, ma, quello che conta è che si sono assunti la responsabilità di dare voce ai cittadini di questa terra per fare subito una società consortile che gestisca in proprio il servizio. Per quanto ci riguarda, in concerto con le altre organizzazioni sindacali, siamo pronti a dichiarare lo stato di agitazione e, ove necessario, persino lo sciopero in tempi ravvicinati. Esortiamo i sindaci - concludono i vertici della Cgil -  a fare tutto quanto è nelle loro competenze al fine di non prestare il fianco a quanti potrebbero avere interessi a fare fallire il tentativo di Aica ad una gestione in house e avere la scusa per rivolgersi ancora una volta al privato di cui abbiamo già avuto contezza dei danni che si possono perpetrare".

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