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Domenica, 25 Febbraio 2024
La polemica

Aica, lo scioglimento del Cda finisce in tribunale: Castaldi presenta ricorso

L'ex presidente contesta la scelta fatta a maggioranza dai sindaci: nuova spada di Damocle sul gestore

Mandato via perché difendeva "la separazione tra proprietà a gestione". Così, dopo settimane di silenzio, l'ex presidente del Cda di Aica Geraldino Castaldi interviene sulle vicende che hanno portato alla revoca del suo mandato da parte dei sindaci per "continua litigiosità del Cda".

In una intervista a La Sicilia, il dirigente definisce "errate e illegittime la revoca e la conseguente nomina del commissario straordinario" e annuncia appunto che agirà per le vie legali. Un esito che era sostanzialmente scontato.

Castaldi, contattato da Agrigentonotizie poche ore dopo la revoca, preferì non rilasciare dichiarazioni ma si limitò ad anticipare che avrebbe atteso la pubblicazione dei verbali dell'assemblea per capire come agire. Una lettura che pare sia stata portatrice di decisioni importanti. A monte di tutto, secondo l'ex presidente, vi sarebbe una continua invasione di campo da parte dei sindaci rispetto ai ruoli di governance. Un tema che Castaldi aveva più e più volte evidenziato nelle proprie relazioni formali. 

Adesso si attenderà il parere di un giudice (probabilmente della giustizia amministrativa) su questa vicenda, con la conseguenza che tutto è adesso diventato una "spada di Damocle" che pende sulle ultime azioni poste in essere dall'assemblea di Aica, a partire dalla nomina del direttore generale avvenuta appunto dopo il "via libera" del commissario Fiorella Scalia.

Questo non fa che rafforza le tesi dei sindaci che, in quella seduta, si opposero alla nomina di Claudio Guarneri temendo appunto che si trattasse di un atto inficiato dalle tematiche connesse allo scioglimento del Cda.

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