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Aica ancora senza dirigente generale, Provvidenza a Musumeci: "Intervenga per superare lo stallo"

Il presidente si è rivolto al governatore: al momento la sua giunta non autorizza Domenico Armenio a ricoprire l'incarico ad Agrigento

"Il presidente della Regione intervenga per consentirci di superare tallo burocratico- istituzionale che sta soffocando l’azienda".

A dirlo, in una lettera indirizzata tra gli altri al governatore Nello Musumeci, è il presidente di Aica Alfonso Provvidenza. Un documento non pubblicato, ma pubblico, che circolava già nel pomeriggio di ieri e che interviene in modo netto rispetto ad un (nuovo) problema di Aica: il sostanziale "stop" da parte proprio della giunta regionale al trasferimento di Domenico Armenio, vincitore della selezione per nuovo direttore generale della società consortile, dal ruolo attualmente ricoperto a Palermo all'assessorato Autonomie locali. 

Una possibilità rispetto alla quale, appunto, la giunta Musumeci si è già pronunciata, non concedendo il nulla osta e "sospendendo ogni istruttoria relativa alla concessione o al rinnovo di aspettative relative all'assunzione di altri incarichi presso enti pubblici o privati, nonché di assegnazioni provvisorie... data la carenza di figure dirigenziali nell'organico regionale, anche in considerazione del blocco delle relative procedure di reclutamento discendente dall'Accordo per il ripiano decennale del disavanzo, che si protrarrà a tutto il 2024".

"I provvedimenti richiamati  - dice Provvidenza - vanificano, nella sostanza, gli enormi sforzi portati avanti dall’Azienda di dotare la stessa di un valido manager, selezionato con una procedura pubblica, capace di guidare e governare un’azienda pubblica così complessa e certamente non scevra da criticità, nel reale rispetto dei principi di legalità, correttezza e assoluta trasparenza, che devono esseri propri dell’azione amministrativa. Soluzioni diverse rappresenterebbero una decisa stortura del procedimento amministrativo di reclutamento pubblico posto in essere da Aica".

Provvidenza quindi chiede a Musumeci o di superare il "no" attuale, o provvedere lui ad "individuare una figura esterna di elevatissimo spessore, magari proveniente dal Ministero degli Interni, che possa traghettare il soggetto pubblico”gestore del servizio idrico integrato verso quella serenità che i cittadini agrigentini meritano".

Di certo questo stop ad Armenio non dispiacerà, per così dire, a chi ha finora avversato la nomina dell'ex presidente dell'Ordine degli Ingegneri.

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