Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Fisioterapista arrestato per violenza sessuale, i carabinieri: "Ecco com'è partita l'inchiesta"

Il capitano Marco La Rovere: "Necessarie le massime garanzie anche a tutela dell'indagato. Sono in atto indagini che devono servire a suffragare ulteriormente quanto fino ad ora accertato e a verificare se vi sono altri episodi che riguardano altre vittime" 

I carabinieri stanno cercando di ricostruire, con la massima cautela tanto per le vittime quanto per l'indagato, la verità. E per farlo, naturalmente, servono riscontri oggettivi per quelle che potrebbero essere delle storie "forti". I militari dell'Arma - quelli della stazione di Agrigento, con in testa il comandante Salvatore Pecoraro, e quelli del Norm che sono coordinati dal tenente Alberto Giordano - si sono mossi nel momento in cui, nelle passate settimane, è arrivata una segnalazione che parlava di "comportamenti anomali, che sfociavano in violenza sessuale" in uno studio di fisioterapia. Necessario, indispensabile, approfondire con apparecchiature audio e video. "Sono stati collezionati degli elementi che hanno lasciato presupporre l'Arma dei carabinieri che ci fossero episodi di violenza sessuale all'interno dello studio di fisioterapia frequentato da persone con disabilità - ha spiegato il comandante della compagnia di Agrigento, il capitano Marco La Rovere, - . Durante il monitoraggio dei trattamenti, siamo intervenuti in flagranza di reato e abbiamo arrestato un uomo ritenuto responsabile di violenza sessuale aggravata. Sono in atto accertamenti e indagini che devono servire a suffragare ulteriormente quanto fino ad ora accertato e a verificare se vi sono altri episodi che riguardano altre vittime". 

Non è stato, e non lo è nemmeno ora, per i carabinieri, un lavoro facile. Devono fare i conti anche con la vergogna e il pudore di chi, eventualmente, ha subito violenze. Ma stanno facendo, e concretamente, i conti anche con le tutele e le garanzie giuridiche da assicurare all'indagato. Perché in uno Stato di diritto si fa così: si tutelano le vittime, ma anche - specie per ipotesi di reato così tanto gravi - le persone sottoposte ad indagini. E lo si fa garantendo l'anonimato, e l'impossibilità di identificazione, a tutte le parti coinvolte.   

Ecco perché, e in maniera accorata, è arrivato l'appello "a segnalare se c'è qualcosa che non va". "Spettano poi a noi le indagini e accertare se la segnalazione trova o meno un riscontro - ha chiarito il capitano Marco La Rovere - . In questo caso siamo arrivati ad una verità giudiziaria che necessita ancora ulteriori approfondimenti. E' necessario dunque che l'autorità giudiziaria faccia le sue valutazioni, mentre l'Arma continuerà a fare accertamenti per completare l'iter". Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica Luigi Patronaggio e dal sostituto procuratore Paola Vetro, proseguiranno ora per appurare altri episodi di violenza avvenuti all’interno dello studio. Proprio il sostituto procuratore Paola Vetro è stato presente, alla caserma "Biagio Pistone", alla conferenza stampa convocata dall'Arma per mettere dei punti fermi su quello che, al momento, è un arresto in flagranza di reato. "Sono necessarie le massime garanzie, anche a tutela dell'indagato" - ha ripetutamente sottolineato il capitano La Rovere - . La conferenza stampa, al comando provinciale dell'Arma, è stata - e anche questo è stato evidenziato - convocata per chiarire e mettere dei punti fermi, evitando strumentalizzazioni di qualsiasi genere. Perché Agrigento non è Milano e il chiacchiericcio, a prescindere dalle notizie divulgate dalla stampa, rimbalza da una bocca all'altra. 

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"Gli atti sono ancora al vaglio del giudice per le indagini preliminari - ha evidenziato il pm Paola Vetro - . Sono state realizzate attività tecniche e a sostegno della richiesta di convalida dell'arresto ci sono gli esiti di intercettazioni ambientale".

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L'avvocato Scozzari: "Fermo non ancora convalidato"

"Ritengo assolutamente inopportuno d'aver appreso fatti e circostanze da una conferenza stampa, quando invece indagato e difensore non sono ancora stati messi, ufficialmente, nelle condizioni di conoscere il capo di accusa ancorché provvisorio - ha chiarito il legale dell'operatore sanitario indagato: l'avvocato Giuseppe Scozzari - . Il fermo non è ancora convalidato. E In uno Stato diritto non dovrebbe accadere che la stampa conosca prima degli interessati fatti e atti oggetto di indagine anche e soprattutto con riferimento ad accuse relative a reati di natura così delicata".

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