Recinzione e scaletta per salire a casa, sono abusive: vanno demolite

Il Comune ha concesso 60 giorni per la rimozione delle opere. La squadra della polizia municipale, alla scadenza del termine, farà una verifica mirata

(foto ARCHIVIO)

Diminuisce, talvolta sembra quasi scomparire, ma non si estingue. E’ l’abusivismo edilizio di Agrigento dove, dal Comune, continuano a firmare ordinanze di demolizione e ripristino. Nella maggior parte dei casi, non si tratta di stabili realizzati ex novo senza alcuna autorizzazione. Ma di opere, o lavori di ristrutturazione, per abitazioni già esistenti.

Da palazzo dei Giganti, negli ultimi giorni, è stata firmata un’ordinanza per eliminare la recinzione metallica collocata per delimitare un’area di pertinenza di un appartamento di edilizia residenziale pubblica ed una scaletta in ferro che, abusivamente, appunto collegava l’area recintata con il balcone. Di fatto, in contrada Cugno Vela a Villaseta, un agrigentino ha realizzato una sorta di ingresso privato all’abitazione passando per uno slargo, sempre abusivamente, delimitato.

Adesso, il Comune ha concesso 60 giorni. Entro questo termine le opere abusive dovranno scomparire. E’ stata, naturalmente, incaricata la squadra della polizia municipale per effettuare, alla scadenza del termine, la verifica mirata.

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“Nel caso di opere sottoposte a sequestro dall’autorità giudiziaria – hanno avvisato i funzionari del Municipio – dovrà essere chiesto il dissequestro al giudice penale prima della demolizione”. Una precedente diffida, proprio per questo caso, era stata fatta all’inizio dello scorso novembre, ma nel precedente caso l’agrigentino – è stato accertato dal Comune – non avrebbe ottemperato alla rimozione delle opere abusive. Ecco perché, adesso, di fatto, si è arrivati all’ordinanza di rimozione e ripristino.

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