Tettoia e scaletta sull'area attigua all'alloggio popolare: vanno demoliti

Firmato l'ordine di ripristino dei luoghi che dovrà essere realizzato entro 60 giorni. Vanno rasi al suolo anche un paio di manufatti

(foto archivio)

Non è il primo caso di abusivismo, realizzato su proprietà del Demanio comunale, che viene scoperto. Verosimilmente non sarà neanche l’ultimo. Un’ennesima ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi è stata, però, firmata, nelle ultime ore, dal dirigente del quinto settore Territorio e Ambiente di palazzo dei Giganti, Francesco Vitellaro.

A Villaseta è stato scoperto infatti che su Demanio comunale, di pertinenza di una delle residenze delle palazzine di alloggi popolari, senza alcuna autorizzazione, un agrigentino ha realizzato una sorta di atrio esterno con tanto di cancello carrabile. Nello specifico, stando al doppio sopralluogo effettuato, sono state scoperte una tettoia di 35 metri quadrati, una scaletta di metallo per collegare con lo spazio esterno recintato, una manufatto di 3 metri e mezzo per 3 metri e mezzo, un manufatto di legno di poco meno di due metri per 3 metri ed ancora una piastra in calcestruzzo e uno scivolo a margine del quale è stato collocato un cancello carrabile in ferro. Per l’agrigentino era arrivata, subito dopo la scoperta, una diffida alla rimozione delle opere abusive e al ripristino dei luoghi.

E’ stata però accertata, dalla polizia municipale, all’inizio del mese, l’inottemperanza ed ecco quindi che si è arrivati all’ordinanza di rimozione e messa in pristino dei luoghi che dovrà avvenire – secondo quanto ha stabilito il dirigente comunale – entro 60 giorni. “Nel caso di opere sottoposte a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria  – è stato prescritto – il proprietario dovrà chiedere il dissequestro al giudice penale prima della demolizione. La squadra Edilizia dei vigili urbani è stata incaricata di segnalare tempestivamente alla scadenza del termine, l’ottemperanza o meno”. Naturalmente, contro quest’ordinanza di demolizione, il cittadino potrà fare, sempre che ve ne siano i presupposti per poter sperare in una revoca dell’ordinanza stessa, ricorso al Tar Sicilia entro 60 giorni. 

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