Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Vaccini anti Covid, è scontro: "bassa percentuale" per i medici, "ritmi sostenuti" per l'Asp

L'Ordine: "La lentezza comporterà la crescita dei contagi, la sofferenza da sovraccarico delle strutture sanitarie, l’aumento del numero di morti". L'azienda sanitaria: "Inoculate 1.155 dosi"

Bassa percentuale di vaccini somministrati in provincia. L'ordine dei medici, decisamente preoccupato, scrive all'Asp: "Tutto ciò determina un ritardo notevole nel raggiungimento dell’obiettivo prefissato: ottenere un’immunità di gregge pari all’80% della popolazione da vaccinare". L'azienda sanitaria provinciale, poco dopo, parlando di "ritmi intensi nella sommistrazione dei vaccini anti-Covid" ha diramato i numeri di quello che è stato fatto in soli 3 giorni di campagna vaccinale. Oltre mille i sanitari, momentaneamente, messi "in sicurezza".  

Diversità di vedute? Così sembrerebbe. Le due posizioni, di fatto, sembrano essere diametralmente opposte. L'ordine dei medici parla di "bassa percentuale di vaccini somministrati e di ritardo nel raggiungimento dell'immunità di gregge". Per l'Asp invece i "ritmi sono intensi".  

L'ordine dei medici - con una lettera - ha invitato la direzione aziendale ad attivarsi per trovare soluzioni celeri e adeguate. "Il ritardo nel raggiungimento dell’obiettivo comporta infatti l’aumento dei contagi, la sofferenza da sovraccarico delle strutture sanitarie, l’aumento del numero di morti, il ritardo delle prestazioni sanitarie con prolungamento delle liste di attesa e di conseguenza, - scrivono dall'ordine dei medici - un rallentamento nella ripresa economica e sociale".

Si accelera sui vaccini, somministrato il 40,2% dei sieri consegnati

I medici dell'Agrigentino si dicono "consapevoli dello sforzo organizzativo posto in esser da parte della direzione aziendale, ma tuttavia riteniamo - scrivono - che non sia sufficiente ad ottenere l’immunità di gregge prestabilita in tempi brevi". L'ordine dei medici si dice pronto a mettere a disposizione il proprio supporto logistico ed organizzativo. L'auspicio, nell’ottica di garantire una migliore assistenza sanitaria alla cittadinanza, "è che il personale sanitario abbia priorità nelle vaccinazioni. Il contatto con pazienti - concludono - potenzialmente Covid positivi coinvolge le professioni sanitarie nella più ampia accezione della categoria: dai liberi professionisti agli odontoiatri, ai pediatri di libera scelta, ai medici di medicina generale, ai quali deve essere assicurata la priorità".

L'Asp ha spiegato che sono stati 1.155 i sanitari dell'Agrigentino vaccinati. "1.155 vaccinazioni suddivise fra i cinque presìdi ospedalieri della provincia. 378 sono i sanitari vaccinati al 'San Giovanni di Dio' di Agrigento  frutto della somma fra 96, 120 e 162 inoculazioni effettuate il 2, 3 e 4 gennaio 2021 - scrivono dall'azienda sanitaria provinciale - . Al 'Giovanni Paolo II' di Sciacca il valore complessivo è di 226 vaccinati (70, 73 e 83), al 'Barone Lombardo' di Canicattì di 175 (50, 66 e 59), 203 al 'San Giacomo D’Atopasso' (72, 96 e 35) e 173 al 'Fratelli Parlapiano' di Ribera (101 il 2 gennaio e 72 lunedì 4). Non in tutte le aziende sanitarie la campagna di vaccinazione anti-Covid è scattata il 31 dicembre scorso - spiegano - . Ad Agrigento ed in altre Asp, a seguito del completamento dell’iter logistico-autorizzativo con la casa produttrice, le azioni hanno preso il via il 2 gennaio e da quella data si lavora incessantemente per garantire celerità ed appropriatezza delle procedure".

(Aggiornato alle ore 13,12)  
 

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