Cronaca

"Tumori maligni alla vescica", dopo il decesso chiesto risarcimento di 950 mila euro

I familiari del paziente che ha perso la vita hanno citato i medici che lo hanno avuto in cura e l'azienda sanitaria provinciale dinanzi al tribunale

Una veduta dell'ospedale "San Giovanni di Dio"

Chiedono un risarcimento danni di 950 mila euro. Citati, dinanzi al tribunale di Agrigento, sia i medici che ebbero in cura il loro familiare che l'azienda sanitaria provinciale di Agrigento. E lo hanno fatto attraverso il loro legale di fiducia: l'avvocato Angelo Farruggia. La prima udienza è stata fissata per il 22 giugno. 

Era il 2016 quando il loro familiare prima con diagnosi di ingresso di "ematuria" e poi di "tumori maligni di parte non specificata della vescica", dopo più ricoveri, veniva sottoposto a diversi interventi chirurgici all'unità operativa di Urologia dell'ospedale "San Giovanni di Dio" di Agrigento. Le condizioni del paziente si sono però progressivamente aggravate, a causa di ritenuti "errati trattamenti sanitari", fino ad arrivare al decesso: il 7 luglio del 2016. 

Nel luglio del 2019, i familiari della persona che ha perso la vita hanno tentato una conciliazione, previa consulenza tecnica d'ufficio, per accertare "la condotta imperita, imprudente e negligente dei sanitari" e di conseguenza procedere alla quantificazione dei danni per ritenuto errato trattamento sanitario. L'esperimento del tentativo di conciliazione non c'è però stato. Adesso, la citazione in giudizio e l'Asp ha già deciso di costituirsi per sostenere le ragioni e la correttezza dell'operato e per ottenere il rigetto delle pretese risarcitorie. La difesa dell'ente è stata conferita all'avvocato Eva Faraci con studio legale a San Giovanni Gemini, già a conoscenza del "caso". 

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