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Truffe con finti posti di lavoro, il processo "Demetra" si arena dopo quattro anni

La prolungata assenza per maternità di un giudice costringe all'azzeramento, la prescrizione è dietro l'angolo

La difesa non dà il consenso a utilizzare gli atti acquisiti in precedenza: quattro anni dopo i rinvii a giudizio, decisi dal giudice Francesco Provenzano, si arena definitivamente il processo scaturito dall’inchiesta “Demetra” che avrebbe sgominato una maxi truffa ai danni di Inps e Inail attraverso la creazione di false aziende per posti di lavoro “fantasma”.

Per completare il dibattimento a carico di 53 imputati, evitando che la prescrizione lo spazzasse via, l’ex presidente della prima sezione penale Giuseppe Melisenda Giambertoni, per quasi due anni, nonostante il trasferimento alla Corte di appello di Caltanissetta, rientrava periodicamente per evitare di dover cambiare il collegio e azzerare tutto. Fino allo scorso autunno quando un magistrato dell’ufficio ha dovuto astenersi per la maternità.

La difesa non ha dato il consenso a utilizzare gli atti e il processo, di fatto, si è bloccato con la prescrizione che spazzerà la quasi totalità dei reati. Ieri è stato individuato un collegio che potrà stabilmente celebrarlo. Sarà diretto dal presidente della prima sezione penale Alfonso Malato e completato dai giudici a latere Alessandro Quattrocchi e Giuseppa Zampino. Dopo il breve passaggio veloce di ieri si ripartirà il 3 maggio con l’audizione di dieci testi della lista del pm che erano stati già sentiti e torneranno per la seconda volta. 

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