Truffe con falsi posti di lavoro, l'inchiesta "Demetra bis" approda nuovamente in aula

Il giudice aveva annullato i rinvii a giudizio per un vizio di procedura, prescrizione dietro l'angolo per ventinove imputati

Riparte, dopo l’azzeramento dovuto a un errore formale nel provvedimento che disponeva i rinvii a giudizio, l’udienza preliminare scaturita dall'inchiesta "Demetra bis" che ipotizza un giro di falsi infortuni sul lavoro messo in piedi, con la complicità di medici e faccendieri, con la finalità di truffare l'Inail. Il problema procedurale, lo scorso 31 ottobre, era stato rilevato dal giudice monocratico Alessandro Quattrocchi che aveva azzerato il processo, prima ancora che iniziasse, dichiarando la nullità del decreto che disponeva il giudizio in quanto mancava "l’indicazione del giudice del dibattimento e della data di inizio".

A sollevare la questione erano stati i difensori (fra gli altri gli avvocati Giuseppe Scozzari, Antonino Gaziano, Giuseppe Barba, Rosa Salvago, Rosario Pendolino, Angelo Formuso e Aldo Virone) che avevano sottolineato la circostanza della mancata lettura, lo scorso 21 marzo, da parte del gup Alessandra Vella, della data di inizio del dibattimento, del giudice assegnato e dell’aula. La circostanza è stata precisata un mese più tardi con un’ordinanza, notificata alle parti, perché in precedenza non era stato possibile farlo per ragioni organizzative legate alla cancelleria. Il giudice Alessandro Quattrocchi, all'udienza precedente, dopo l’eccezione sollevata dalla difesa, aveva deciso di rinviare l’udienza per sciogliere la riserva.

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Infine, lo scorso ottobre, la decisione di azzerare tutto. Ieri mattina, l’apertura del nuovo procedimento, con la prescrizione di gran parte delle accuse che è dietro l’angolo, davanti al giudice Luisa Turco che dovrà decidere ancora se disporre o meno il rinvio a giudizio degli imputati come chiesto dalla Procura. La difesa, in particolare, l’avvocato Giuseppe Scozzari, ha sollevato le stesse eccezioni preliminari già oggetto della prima udienza preliminare. In sostanza è stato chiesto di acquisire le informazioni relative alle posizioni di alcuni indagati dell’inchiesta che si incrociano con gli attuali imputati. Il giudice si è riservata di decidere all’udienza del primo luglio.
 

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