"Truffa da 2 milioni di euro", in 15 rinviati a giudizio

I reati sarebbero stati commessi nell'Agrigentino e nel Nisseno. Gli indagati si spacciavano, secondo l'accusa, per rappresentanti di una confederazione

Un'aula di tribunale

Quindici persone sono state rinviate a giudizio con l’accusa di avere posto in essere maxi truffe a multinazionali in buona parte del territorio italiano.

Il provvedimento porta la firma del Gip del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto, il quale ha accolto le richieste del Pm Salvatore Vella. Le accuse contestate sono: associazione a delinquere, truffa e ricettazione. Secondo i magistrati della procura di Agrigento gli indagati utilizzavano carta intestata, falsa, della Regione Siciliana e fingendosi componenti di una confederazione sarebbero riusciti a porre in essere una truffa del valore di almeno due milioni di euro. Per altri 11 indagati, considerato che il reato sarebbe stato commesso in territorio di Caltanisetta, il giudice si è dichiarato “incompetente per territorio”. Gli indagati del blitz “Colpo di fulmine” risiedono nell’agrigentino e nel nisseno. Secondo l’accusa, grazie alle truffe, veniva fatto arrivare del materiale che, però, poi non veniva pagato.

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