"Rischio di condizionamento mafioso di Girgenti Acque non si può escludere", ecco le motivazioni del no

Il Tribunale amministrativo, in questa fase "sommaria e di prima valutazione", ha rigettato la richiesta di sospensiva della famiglia Campione

Esiste una dimostrabilità, almeno in questa fase, del rischio permeabilità della criminalità organizzata della società. Per questo il Tribunale amministrativo regionale ha respinto questa mattina il ricorso proposto dalla famiglia Campione per ottenere la sospensiva dell'interdittiva antimafia firmata dal prefetto Dario Caputo a novembre.

Il fatto: nessuno stop da parte del Tar all'interdittiva antimafia

Il Tar, non entrando nel merito, che è rinviato ad una sentenza successiva, rispetto alla singola richiesta ha ritenuto che "ad una ricognizione sommaria, propria della fase cautelare " non sussistessero "i presupposti per la concessione della richiesta misura di cautela" dato che i singoli elementi raccolti in questa fase "dimostrano l’esistenza di un pericolo di una permeabilità della struttura societaria a possibili tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata (al contrario non escluso dagli elementi addotti dalla difesa ricorrente, che non appaiono decisivi o comunque tali da superare il ridetto giudizio prognostico)".

L'interdittiva: "Società a rischio infiltrazioni mafiose", così la Prefettura a novembre 

Anche sui possibili danni economici patiti dalla società con il mantenimento della situazione di commissariamento prefettizio il Tribunale amministrativo regionale non trova immediato riscontro a quanto evidenziato dai legali della famiglia Campione, sostenendo anzi che la gestione Prefettizia potrebbe giovare alla stesa. "In relazione al profilo del periculum in mora, per un verso lo stato di decozione in cui versava la società all’atto del commissariamento, anche a causa della mancata volontà dei soci in bonis di procedere alla ricapitalizzazione, e per altro verso l’attuale conformazione della gestione del servizio idrico - scrive il tribunale -, sono circostanze di fatto che evidenziano come un pregiudizio grave ed irreparabile (per i soci e la società da un lato, e per l’interesse pubblico alla corretta e funzionale gestione del servizio idrico dall’altro) si produrrebbe piuttosto in ipotesi di sospensione dei provvedimenti impugnati".

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Risoluzione della gestione del servizio idrico, l'Ati taglia i ponti con la Girgenti Acque

Tutto rinviato, quindi, al giudizio di merito del ricorso (e a gli altri ricorsi depositati al Tar) con la gestione commissariale che è oggi certamente rafforzata dalla decisione del Tribunale amministrativo regionale, uno scoglio che si attendeva di superare al fine di poter avviare, come detto dai commissari, delle misure gestionali che possano consentire di frenare la crisi in cui la società sembra finita.

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