Minacce, calci e testate all'ex fidanzata incinta: ventunenne a processo

La vittima si costituisce parte civile, il giovane è accusato anche di stalking

Minacce, testate e calci all’ex fidanzata incinta: la donna, prima che venisse aperto il dibattimento, si costituisce parte civile nei confronti del ventunenne Giuseppe Camilleri.

Il processo, dopo il rinvio a giudizio deciso dal gup Francesco Provenzano lo scorso 15 novembre, è iniziato oggi davanti al giudice monocratico Antonio Genna. Camilleri, difeso dall'avvocato Serena Gramaglia, sarà giudicato per le accuse di stalking, lesioni ed evasione dagli arresti domiciliari.

La prima accusa scaturisce dalle persecuzioni che per due mesi, da gennaio a febbraio dell’anno scorso, la ragazza avrebbe dovuto subire. Il giovane, nonostante si trovasse agli arresti domiciliari, avrebbe ripetutamente telefonato alla ragazza, peraltro incinta e in una fase delicata della gravidanza, per minacciarla che l’avrebbe uccisa sparandole o dandole fuoco.

La donna, questa mattina, si è costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Monica Malogioglio. Analoghi messaggi sarebbero stati indirizzati alla madre della presunta vittima invitata a non affacciarsi perché, in caso contrario, le avrebbe sparato.

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Con cadenza quotidiana, inoltre, sarebbe andato a casa sua per minacciarla. Il 2 luglio si torna in aula per l'audizione dei primi testi della lista del pm. 

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