Coronavirus e test sierologici, Razza: "I siciliani rispondano all'appello"

Ben 11 mila siciliani, residenti in 120 Comuni dell'isola, attraverso una telefonata della Cri, verranno invitati a recarsi ai punti di prelievo più vicini: Asp o Guardie mediche

"I risultati dell’indagine, secondo gli esperti, potranno essere utili anche alla rimodulazione delle misure di contenimento dal contagio. E’ importante rispondere all’eventuale chiamata del personale sanitario incaricato di questa indagine perché si può contribuire nel cambiare le sorti della battaglia che tutti stiamo conducendo contro il Coronavirus. Faccio appello alla sensibilità dei siciliani che in questa emergenza, sino dalle fase iniziali della crisi, hanno dimostrato di essere ancora una volta un popolo straordinario”. Lo ha detto, richiamando tutti alla "risposta", l’assessore regionale alla Salute: Ruggero Razza. Continua, infatti, l’indagine di siero-prevalenza che ha l’obiettivo di stimare in modo puntuale il numero dei contagi asintomatici da Coronavirus. L'iniziativa, come nelle altre regioni italiane, è in attuazione del programma del ministero della Salute, con la collaborazione della Croce rossa italiana e della Regione Siciliana attraverso le Asp. Si tratta di uno screening per comprendere al meglio la circolazione del virus, un’indagine campionaria rivolta alla popolazione di tutte le fasce d’età tra cui potrebbero emergere i cosiddetti “asintomatici”, coloro cioè che sono stati contagiati e hanno sviluppato anticorpi senza avere mai avuto sintomi e inconsapevolmente sono divenuti veicolo di contagio.

Undicimila siciliani residenti in 120 Comuni dell’isola - scelti secondo una campionatura casuale elaborata dall’Istat, rappresentativa della popolazione - vengono invitati, attraverso una telefonata della Cri, a recarsi ai punti i di prelievo più vicini: Asp o Guardie mediche. Viene così effettuato un prelievo per un test sierologico e in caso di risultato positivo per la presenza di anticorpi che rivelano un pregresso contatto col virus, si procede, come previsto da tutte le Linee guida, all’isolamento e all’immediata effettuazione del tampone.

L’indagine, in collaborazione con Istat e Cri su proposta dell’Associazione italiana di epidemiologia, coinvolge anche i medici di medicina generale e i pediatri. Lo studio, infatti, punta a caratterizzare le differenze tra generi, fasce d’età e sociali per comprendere al meglio le caratteristiche epidemiologiche a seconda dei territori del Paese; servirà inoltre a individuare le coorti target di una possibile vaccinazione, ovviamente quando essa sarà disponibile.

Va ricordato, infine,  che la Sicilia, autonomamente, ha promosso una propria campagna di test sierologici riservata a precise fasce di popolazione fra cui, ad esempio, i lavoratori della sanità, delle Forze dell'ordine, del volontariato impegnato nell'emergenza Coronavirus, personale delle case circondariali e detenuti, ai quali l'esame viene somministrato gratuitamente. Si tratta di un campione di circa 150mila soggetti.

I Comuni Agrigentini individuati per l’indagine

Porto Empedocle, Ribera, San Giovanni Gemini, Siculiana, Agrigento, Alessandria della Rocca, Cammarata, Canicattì, Favara, Licata, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Ravanusa, Sciacca. 

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