Strade provinciali "colabrodo", servono 160 milioni di euro per sistemarle

A fronte di questa enorme richiesta, dalla Regione sono giunti nelle scorse settimane 21 milioni di euro disponibili

La strada provinciale fra Grotte ed Aragona

Per ripristinare percorribilità e sicurezza delle strade del Libero consorzio di Agrigento ad oggi servirebbero oltre 160milioni di euro. A tanto ammonta quanto stimato ad oggi dal settore viabilità dell’ex Provincia regionale rispetto agli oltre 1300 chilometri di strade che attraversano tutto il territorio dell’Agrigentino e che versano purtroppo in larga percentuale in condizioni di transitabilità estremamente ridotte.

Una cifra enorme, ma che ha una sua ratio e soprattutto una sua origine, stante che in questi anni l’ente non è riuscito spesso a garantire la manutenzione ordinaria periodica a causa delle incertezze di bilancio dovute ad un processo di revisione degli enti di area vasta mai completato. Ci sono stati anni, ad esempio, in cui il Libero consorzio ha avuto a disposizione per gli interventi di manutenzione poco più di 50mila euro, una somma che non ha consentito di fare pressocché nulla, sia per vastità del patrimonio viario sia per le condizioni in cui questo versa.

L’Agrigentino risente infatti soprattutto di problemi di natura idrogeologica, con riferimento in particolar modo nella zona montana, dove esistono oggi strade quasi totalmente impercorribili o completamente chiuse al transito. Una situazione che crea danno soprattutto alle aziende agricole e zootecnico-casearie e ovviamente alle comunità, con i sindaci della provincia che hanno più volte manifestato  la propria contrarietà per la situazione attuale. Celebre è la protesta del sindaco di Santa Margherita di Belice che ha installato dei cartelli di scuse per i cittadini.

A fronte di questa enorme richiesta dalla Regione sono giunti nelle scorse settimane 21 milioni di euro disponibili (che il Libero consorzio potrà usare per finanziare solo progetti che rientranno nei parametri scelti da Palermo), cui si aggiunge la progettazione che l’ente è riuscito a realizzare (un attesa di finanziamento) grazie all’attività del proprio ufficio Strade, seppur in carenza cronica di uomini e mezzi.

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