Simula incidente e chiede risarcimento danni: indagato un 29enne

L'indagine non è finita. L'ipotesi è quella secondo la quale il giovane potrebbe essersi messo d’accordo con altre persone per poi spartirsi, stando all’accusa, la somma di denaro incassata

Aveva raccontato – era il gennaio di quest’anno quando si presentava al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” – d’aver avuto un incidente stradale. I poliziotti della sezione Volanti, dopo aver sviluppato una vera e propria attività investigativa, lo hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento. Quella ferita alla mano non se l’era provocata – stando alle ricostruzioni dei poliziotti che sono diventati accusa – in un incidente stradale, ma all’interno di un locale della movida agrigentina. Adesso, il ventinovenne dovrà rispondere dunque delle ipotesi di reato di simulazione di reato, truffa in concorso e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Ipotesi di reato che sono state avanzate, appunto, in concorso con ignoti. Perché l’inchiesta non sembra essere affatto finita, anzi.

A gennaio di quest'anno, il ventinovenne si è presentato – con una lesione ad una mano – in ospedale. Ha raccontato, stando all’accusa formalizzata dalla polizia, di aver avuto un incidente stradale e poi ha presentato una denuncia ed ha avviato una causa, chiedendo il risarcimento del danno, contro un ente pubblico. Ma qualcosa nel racconto del ventinovenne di Agrigento non è risultato essere chiaro. E i poliziotti della sezione Volanti della Questura hanno avviato le indagini, scoprendo – stando a quanto è stato ufficialmente ricostruito – tutt’altra verità. Il giovane, quella sera, non avrebbe avuto alcun incidente stradale. Si sarebbe trovato – stando all’accusa formalizzata in Procura - all'interno di un locale della movida agrigentina, e infastidito per un controllo della polizia, avrebbe sferrato un pugno contro la parete dell'esercizio pubblico, ferendosi, appunto, alla mano.

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Fatta questa scoperta, i poliziotti lo hanno denunciato – in stato di libertà – alla Procura di Agrigento per le ipotesi di reato di simulazione di reato, truffa in concorso (allo stato ignoti), e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Perché – e le indagini in tal senso sono ancora in corso – il giovane agrigentino non può aver fatto tutto da solo. L’ipotesi investigativa, sulla quale la polizia di Stato sta ancora lavorando, è quella secondo la quale il ventinovenne potrebbe essersi messo d’accordo con altre persone – con l’obiettivo, appunto, d’ottenere un risarcimento danni – per simulare l’incidente e poi spartirsi, stando all’accusa naturalmente, la somma di denaro incassata. 

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