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(foto ARCHIVIO)

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Depurazione fuori uso e impianti non autorizzati: multe per 60mila euro

Le sanzioni sono state comminate al gestore del servizio idrico e ad alcuni sindaci, resta insoluto il nodo degli interventi manutentivi

La disastrosa situazione della depurazione in provincia continua a produrre salatissime conseguenze, sebbene gli interventi di risoluzione dei problemi degli impianti siano ben lungi dall'essere effettivamente completati.

Ad oggi, stando a quanto pubblicato dall'Albo pretorio del Libero consorzio di Agrigento, ammontano ad un totale di oltre 60mila euro le sanzioni elevate dagli uffici che si occupano di reati ambientali dell'ente di area vasta nei confronti non solo del gestore del servizio idrico integrato ma anche di diversi comuni della provincia, i cui sindaci sono stati in più caso sanzionati solo in quanto rappresentanti pro tempore degli enti. L'ultima sanzione è arrivata nei giorni scorsi per un impianto che risultava con autorizzazione allo scarico ampiamente scaduta, giacché rilasciata nel 2006 e mai rinnovata. In totale il gestore, la Girgenti Acque, dovrebbe andare a pagare 7500 euro di multa.

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Dovrebbe. Perchè come abbiamo raccontato diverse altre volte, la società impugna quasi sistematicamente i provvedimenti sanzionatori, rinviando il pagamento delle somme (se dovute, sia chiaro) al termine del ricorso legale. 

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L'interrogativo che continua a rimanere assolutamente irrisolto è però: queste criticità contestate in alcuni casi anche tre o quattro anni fa e oggi giunte alla propria "maturazione" almeno sotto il profilo del pagamento delle sanzioni, sono state risolte? In realtà crediamo di no: nonostante gli impianti posti sotto sequestro e poi riconsegnati al gestore siano stati a lungo sotto la gestione giudiziaria della stessa Regione Sicilia, assessorato alle Acque e Rifiuti, le procedure di rinnovo dell'autorizzazione allo scarico sono di fatto rimaste bloccate, così come interventi di manutenzione ad ampio raggio. 

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