Discarica sequestrata, il Comune finisce a Carini per conferire i rifiuti Covid

Impegnati 5 mila euro per smaltire la spazzatura delle abitazioni dove soggiornano persone positive al Coronavirus o che sono in quarantena obbligatoria

Smaltimento dei rifiuti delle abitazioni dove soggiornano persone positive al Coronavirus o che sono in quarantena obbligatoria. Dopo il sequestro, lo scorso luglio, dell’impianto della ditta Catanzaro Costruzioni, il Comune di Agrigento – per garantire il servizio di raccolta e smaltimento di questi rifiuti – è dovuto correre ai ripari. E lo ha fatto affidando il compito alla ditta Ecofarma Z.I di Carini e impegnando la somma di 5 mila euro, Iva inclusa, fino a dicembre.

L’ente prima aveva chiesto, per evitare appunto problemi igienico-sanitari, un preventivo di spesa e la disponibilità ad un impianto di Enna. Ma la risposta ha raggelato gli amministratori: nessuna disponibilità al conferimento perché l’impianto – è stato ricostruito negli incartamenti del Municipio – avrebbe cessato l’attività il 22 agosto per raggiunti limiti di conferimento annuali. E’ ripartita, dunque, l’indagine esplorativa per reperire un impianto discarica dove poter conferire questo genere di spazzatura. Lo scorso mercoledì, l’assessore all’Ecologia Nello Hamel ha dato indirizzo di conferire i rifiuti all’impianto di incenerimento di Carini. L’indagine esplorativa degli uffici comunali è arrivata dunque alla ditta Ecofarma Z.I.. Il quantitativo di rifiuti prodotti da queste utenze è stato mediamente di una tonnellata circa al mese. Ecco dunque che s’è potuto procedere approvando il preventivo di spesa e impegnando i soldi necessari. 

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