Terapia intensiva e semi-intensiva Covid, l'Asp attrezza tre ospedali

Via alla gara per l’acquisto di 38 umidificatori attivi servo-controllati che serviranno per Ribera, Sciacca e Agrigento. Il costo complessivo sarà di 110.200 euro

Bisogna fare in fretta, procedere con urgenza. Occorre non farsi trovare – visto l’esponenziale crescita di contagi – impreparati. Sono proprio questi gli input che continuano a spingere l’Asp di Agrigento ad attrezzarsi. E, nelle ultime ore, è stato dato il via alla gara per l’acquisto di 38 umidificatori attivi servo-controllati che serviranno per gli ospedali di Ribera, Sciacca e Agrigento. Il costo complessivo sarà di 110.200 euro, oltre Iva.

Il piano regionale di riorganizzazione della rete delle terapie intensive e sub intensive prevede, per l’Asp di Agrigento, 16 posti letto per la Terapia intensiva e 12 di Terapia semi-intensiva (per una spesa di 1.682.000 euro) per il “San Giovanni di Dio; 10 posti letto di terapia intensiva e 10 per terapia semi-intensiva (spesa di 1.216.000 euro)  e 12 posti letto da realizzare terapia intensiva e 8 per terapia semi-intensiva (995.572 euro) per il “Giovanni Paolo II” di Sciacca. Già lo scorso agosto è stato dato il via, con urgenza, alle procedure per acquistare le varie attrezzature e per realizzare o adeguare i reparti di Terapia intensiva e sub-intensiva dei tre ospedali agrigentini. Per la “gestione dei pazienti critici” – è stato specificato negli incartamenti dell’Asp – è stato inserito l’acquisto di umidificatori attivi servo controllati ed è stata subito avviata un’indagine esplorativa di mercato ed è stata indetta una gara.

L’azienda sanitaria provinciale ha invitato le ditte a manifestare interesse. Sempre l’Asp, nei giorni scorsi, aveva avviato una indagine esplorativa per affidare – e con urgenza – la fornitura di attrezzature e arredi tecnici da collocare nelle nascenti terapia intensiva e subintensiva Covid dell’ospedale di Ribera. Ed è stato dato il via anche ad un avviso pubblico urgente per conferire gli incarichi di infermieri proprio per gli stessi reparti del “Fratelli Parlapiano”.

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