Malattie infettive, quel reparto che non c'è ... ma che potrebbe salvare le vite

Non soltanto la politica "parolaia" ha sollevato il problema della mancanza di una unità operativa così importante. C'è stato anche almeno una sopravvissuta che, qualche anno addietro, ha raccontato la sua esperienza agli allora vertici dell'Asp 

(foto ARCHIVIO)

Ne aveva scritto. Condividendo l'esigenza-urgenza di un reparto di Malattie infettive all'ospedale "San Giovanni di Dio" di Agrigento (ospedale di un capoluogo di provincia che ingloba la frontiera marittima di Lampedusa), aveva anche approfondito - giornalisticamente - l'importanza di avere a disposizione protocolli sanitari per contenere ed evitare che si diffondano virus pericolosi e patologie come meningite, scabbia, ebola e malaria. Perché Agrigento era ed è a fortissimo rischio. Era il 2016 quando s'era occupata di un'interrogazione al ministro della Salute. 

Morta di malaria a 44 anni dopo una vacanza in Nigeria

Da allora, nulla è cambiato. La giornalista di AgrigentoNotizie (e del Giornale di Sicilia), Loredana Guida, stanotte è morta. Uccisa, a soli 44 anni, da malaria terzana maligna (da Plasmodium falciparum). E se invece al "San Giovanni di Dio" ci fosse stato il reparto, o banalmente anche un ambulatorio, di Malattie infettive? Forse quel campanello d'allarme - sentendo riferire che era tornata da un viaggio in Africa - si sarebbe innescato?

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Nel luglio del 2018, disquisendo della nuova rete ospedaliera, se ne era tornato a parlare. Fra le specialità aggiuntive era prevista anche Malattie infettive, oltre che Chirurgia plastica, Pneumologia e Neuroradiologia. Un anno e mezzo dopo, Malattie infettive ancora - naturalmente - non c'è ad Agrigento: provincia di frontiera dove d'estate e non solo è un continuo ripetersi di sbarchi.

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Qualcuno, in passato, per meningite è morto all'ospedale "San Giovanni di Dio". Qualcuno è stato trasferito in tempo laddove, fra le strutture sanitarie siciliane, sono stati trovati posti disponibili. Qualcun altro ancora è vivo, invece, semplicemente perché - grazie alle "dritte" di medici o semplici conoscenti - direttamente ed autonomamente è arrivato all'ospedale "Sant'Elia" di Caltanissetta. Non soltanto la politica "parolaia" ha sollevato il problema della mancanza di una unità operativa così importante. C'è stato anche almeno una sopravvissuta che, qualche anno addietro, ha raccontato - chiedendo, con il cuore in mano, il reparto di Malattie infettive - la sua esperienza agli allora vertici dell'Asp. 


 

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