Punto Covid e quarantena in hotel, Firetto sgombra il campo dagli equivoci

Il sindaco non vuole rassicurare "perché l'allerta è massima", ma ha risposto alla lettera aperta che gira sui social tentando di fare chiarezza

Il punto Covid al "San Giovanni di Dio" e l'hotel Akrabello disponibile ad accogliere i pazienti dimessi per la quarantena. E' centrata, essenzialmente, su questi due punti la lettera aperta che - nelle ultime ore - gira sui social. Una missiva indirizzata al sindaco di Agrigento Lillo Firetto che, sgomberando il campo dagli equivoci, ha provato a fare chiarezza. Non a rassicurare, ma a fare chiarezza. 

Le preoccupazioni in una lettera aperta 

"Da un po’ di tempo un agrigentino che lavora al Nord, medico chirurgo, ci rivolge accorati appelli affinché il reparto Covid di Agrigento sia isolato da qualunque altro reparto, per evitare il diffondersi della pandemia attraverso il condotto dell’aria, unico per tutto l’ospedale. Il suo appello sembra sincero; d’altra parte, abbiamo imparato che chi ci mette la faccia, nome cognome, ha diritto quantomeno al rispetto" - hanno scritto i cittadini nella lettera aperta - . "Da giorni circola un altro messaggio inquietante: a seguito di un accordo sembra che si accoglieranno pazienti non gravi, ma positivi al Covid presso l’albergo Akrabello, per passarvi la quarantena. Anche qui, panico generale. Come sarà garantita la quarantena? Chi controllerà? È proprio l’Akrabello, al centro del popoloso quartiere di Villaggio Mosè, 9000 abitanti, centro nevralgico del traffico. Perché non cercare un albergo più isolato, più decentrato?".

Quel reparto di Malattie infettive che non c'è e la scelta obbligata dei punti Covid

Firetto fa chiarezza 

"In merito alla sicurezza dell'ospedale San Giovanni di Dio, posso riportare, come riferito dei vertici Asp in una videoconferenza da me convocata con urgenza con gli organi competenti, tra cui l'assessore regionale della Salute, il terzo piano destinato a ospitare pazienti Covid-19 è isolato e l'impianto di aspirazione è conforme alle attuali prescrizioni di sicurezza - ha spiegato il sindaco Lillo Firetto - . Delle scelte adottate in materia sanitaria finora, l'Asp si è assunta piena la responsabilità che gli compete per ruolo. La quarantena in isolamento nella una struttura alberghiera è obbligatoria ed è necessaria. Nessuno degli ospiti può uscire dalla camera assegnata, né può avere contatti esterni, neanche con il personale dell'hotel - ha spiegato ancora il sindaco - . Le strutture alberghiere, su indicazioni dell'organizzazione mondiale della Sanità recepite dal Governo nazionale, sono state requisite per l'attuazione dell'isolamento forzato di pazienti risultati positivi e garantire il più alto livello di sicurezza domestico ai loro familiari. L'hotel Akrabello ha accolto la scelta con grande generosità e benevolenza, visto che vengono sostenuti solo i costi. Insultare e diffamare i titolari di questa struttura con messaggi e volantini, come sta avvenendo in queste ore è assurdo e fuori luogo, senza voler guardare agli aspetti penali. Stanno solo svolgendo un servizio per la collettività".

Gli asintomatici: il vero pericolo 

"Coloro che possono oggi arrecare un grave danno alla collettività sono gli asintomatici. Sono tra noi. Potrebbero diffondere l'epidemia che qui continua a crescere lentamente, ma potrebbe esplodere, come è avvenuto altrove. Capisco bene che le mie raccomandazioni, come quelle della Protezione civile e del Governo, possano apparire noiose. Ma sono finalizzate proprio ad evitare che gli asintomatici possano circolare e contribuire alla diffusione dell'epidemia. L'unico modo per evitare questo è - torna a ribadire il primo cittadino - non uscire di casa o uscire solo per urgente necessità, con guanti e mascherina mantenendo il distanziamento sociale. Andare ogni giorno a fare la spesa e affollare le aree commerciali non è ammesso. Quindi colpisce che nella lettera aperta si riferisca del Villaggio Mosè come di un centro nevralgico del traffico da e per la città, affollato di persone e supermercati. Peraltro è impossibile lasciare il proprio Comune senza validissime ragioni. Dieci pattuglie della polizia municipale collaborano con le forze dell'ordine per monitorare l'osservanza di queste prescrizioni. Centinaia sono le sanzioni elevate dall'inizio della pandemia, solo nel nostro territorio. Per il resto, non mi sento di rassicurare alcuno. Anzi, l'allerta è massima - conclude Firetto - e non siamo ancora prossimi alla fine dell'emergenza. Dobbiamo impegnarci per proteggere la città. Io sto facendo la mia parte di sindaco, mi aspetto che la facciano tutti i cittadini. Solo così potremo sconfiggere il virus e tornare alla normalità. Mi aspetto in questo senso la collaborazione di tutti".

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