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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

"Si prostituivano in casa con la luce rubata", in tre salvati dalla prescrizione

L'irruzione dei carabinieri dopo una serie di segnalazioni anonime, otto anni dopo i fatti non sono più punibili

Prostituzione in centro città in un appartamento fatiscente e con la luce rubata: l’indagine per il furto di energia elettrica si trascina per le lunghe. Per questa vicenda, che risale al 2011, il decorso del tempo ha cancellato il reato e il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Katia La Barbera, ha emesso una sentenza di non doversi procedere per avvenuta prescrizione del reato.

La sentenza di proscioglimento, prima ancora di entrare nel merito delle accuse, è stata emessa dopo che sono state escluse le aggravanti del reato di furto. Sul banco degli imputati le sorelle Janel Manrique Mendoza, 44 anni e Yuli Madeleine Torres Manrique, 50 anni, di origini peruviane, e Ivan Daniele Losi, 44 anni, di Agrigento. 

A denunciarli, il 24 maggio del 2011, erano stati i carabinieri dopo avere ricevuto una serie di segnalazioni anonime, da parte - evidentemente - di residenti della via Torino, nei pressi della zona dello stadio Esseneto, che lamentavano un fastidioso andirivieni di persone che frequentavano un appartamento dove si esercitava la prostituzione.

I tre imputati (difesi dagli avvocati Fabio Inglima Modica, Salvatore Re e Monica Malogioglio) sono finiti a processo solo lo scorso anno e il verdetto è arrivato ora, a distanza di 8 anni, quando l’imputazione di furto, riqualificato dal giudice a “furto semplice e non aggravato”, visto che il contatore non sarebbe stato manomesso, è ampiamente prescritta. Il pm Cettina Tinaglia aveva chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione.
 

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