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Giuseppe Arnone

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Giuseppe Arnone, la Procura chiede il carcere

I magistrati hanno formalizzato un'istanza di aggravamento della misura a carico del legale. Intanto l'ex consigliere comunale, attualmente ai domiciliari, si è rivolto personalmente al Gip chiedendo di tornare libero

Giuseppe Arnone ha presentato personalmente una istanza di scarcerazione al Gip del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano. A prevedere la possibilità che lo stesso indagato presenti di suo pugno una istanza di scarcerazione è il codice. Passaggi che, naturalmente, Giuseppe Arnone - che nella vita fa l'avvocato - conosce perfettamente.

Arnone ha chiesto inoltre al tribunale del Riesame di essere sentito e dunque lunedì dovrebbe essere ascoltato. La sua difesa - rappresentata dagli avvocati Arnaldo Faro e Carmelita Danile - nei giorni scorsi aveva, del resto, formalizzato il ricorso al Riesame sull'ordinanza di convalida e sull'applicazione degli arresti domiciliari. 

La Procura della Repubblica di Agrigento ha, però, intanto formalizzato una richiesta di aggravamento della misura a carico di Giuseppe Arnone. Una richiesta, a quanto pare, motivata sulla base dell'atteggiamento che Arnone ha tenuto lo scorso martedì quando, recandosi in tribunale per costituirsi parte civile e per presenziare ad un processo dove è imputato, ha indossato la toga per difendere un suo assistito. 

Giuseppe Arnone è agli arresti domiciliari per l'ipotesi di reato di estorsione. Ad arrestarlo, sabato 12 novembre, sono stati i poliziotti della Squadra Mobile. Dopo alcune notti in carcere è stato posto ai domiciliari.

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