"Il presidente del Parco ha casa in zona A", polemiche inutili: ha rinunciato all'eredità

Subito dopo la nomina si sono alimentate le voci contro Bernardo Agrò, accusato di essere un abusivo. Ma il vertice del Consiglio non sarebbe mai entrato in possesso dell'immobile

La Valle

"Il presidente del Consiglio del Parco archeologico è proprietario di una casa in zona A e quindi è incompatibile". La "voce" prende forma quasi subito dopo la nomina di Bernardo Agrò a capo dell'ente "politico" che dirige il Parco archeologico. Un'accusa che colpirebbe, comunque, solo questioni di opportunità e non certamente di legittimità. Sempre a patto che sia vera.

E invece, si scopre che l'immobile, realmente esistente e realmente costruito in piena zona A, apparteneva in realtà al padre del dirigente, da anni deceduto. Così Agrò non solo non sarebbe mai entrato in possesso dello stesso, ma anzi avrebbe firmato espresso rifiuto dell'eredità rispetto alla struttura proprio per evitare questioni di incompatibilità non solo con il suo ruolo attuale, ma anche come dirigente dell'ente di tutela che è la Soprintendenza.

Polemiche, subito dopo la nomina (ancora non formalizzata in un decreto, perché deve passare dalla Giunta regionale) sono piovute anche nei confronti del neo direttore Roberto Sciarratta, oggi a processo nella vicenda “South Park” connessa ad una presunta truffa ai danni del Parco per la vendita dei ticket della sosta. L’accusa, sulla quale saranno i giudici a pronunciarsi, è che il dirigente non abbia vigilato.

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