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L'ingresso di palazzo dei Giganti

L'ingresso di palazzo dei Giganti

Stabilizzazione dei precari, sindacati contro amministrazione: "Risposte o sarà sciopero"

I confederali: "Comportamento che denota un'evidente forma di inerzia e disinteresse sulle sorti dei lavoratori"

I sindacati confederali bussano - lo hanno fatto con una richiesta d'incontro urgente - alle porte di palazzo dei Giganti, ma non ottengono risposta. La diatriba è sulla stabilizzazione del personale precario. Stabilizzazione che sono tornati a sollecitare, tornando a chiedere - anche nelle ultime ore - un incontro con sindaco e assessore comunale al Bilancio. Ma questa volta si passa alle vie di fatto: "In mancanza di fattivo riscontro, entro 5 giorni, ci adopereremo ad attivare le procedure necessarie per proclamare lo sciopero di tutto il personale precario in servizio al Comune di Agrigento". 

"Rileviamo - scrivono i sindacalisti Iacono, Bonfanti e Danile - che la richiesta d'incontro del 13 settembre è rimasta disattesa. Così come quella inoltrata il 19 agosto con la quale erano state richieste informazioni sulle capacità assunzionali dell'ente. A tutt'oggi non è stata neppure convocata la delegazione trattante necessaria a sottoscrivere il nuovo contratto decentrato integrativo territoriale, necessario a garantire il riconoscimento delle nuove indennità previste dal contratto collettivo nazionale del lavoro. Tale condotta denota un'evidente forma di inerzia e disinteresse - hanno incalzato i sindacalisti - da parte dell'amministrazione sulle sorti dei lavoratori precari, i quali nonostante continuino a garantire con responsabilità, diligenza e talvolta con difficoltà oggettive, i servizi comunali ai quali sono adibiti, da anni attendono di poter ottenere una posizione lavorativamente stabile e vedono questo diritto fortemente compromesso all'atteggiamento altalenante dell'amministrazione. Amministrazione - spiegano sempre i sindacalisti - che da un lato ha assunto l'impegno di provvedere alla risoluzione della questione e dall'altro elude di fatto la realizzazione negando qualsiasi forma di incontro costruttivo e propositivo, in primo luogo con i sindacati e i lavoratori che sono i naturali interlocutori della vertenza". 

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