Demolizione del viadotto Akragas, Tusa: "Tutelo il paesaggio, non sono un ingegnere"

L'archeologo, assessore regionale ai Beni culturali, difende la posizione di eliminare l'infrastruttura, ma ridimensiona la portata de dibattito

Una veduta del viadotto "Morandi"

Non una petizione o una sorta di "campagna" a sostegno di una tesi. Solo un confronto, laico e libero, su un tema di grande attualità. L'assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, ridimensiona la portata del dibattito, da svolgersi a fine mese nel contesto della fiera del turismo archeologico, cioè "Tourisma", sul futuro del viadotto "Akragas" o "Morandi". Un incontro, al quale parteciperanno tra gli altri anche il sindaco Lillo Firetto e il presidente del Fai Andrea Carandini che non avrà, come evidente, alcuna refluenza diretta sull'ipotesi demolizione. 

Demolizione del viadotto "Akragas", Firetto: "Non senza una valida alternativa"

“Nella cornice di quella importante manifestazione sul turismo archeologico, d’accordo con gli organizzatori – spiega Tusa - vogliamo avere un momento di approfondimento pacato sul tema. Non c’è nessuna vis polemica, è solo un modo per mettere insieme visioni contrapposte. C'è chi, come me, pensa sia opportuno, dato che il viadotto è fatiscente, dato che ci vogliono milioni di euro per il suo recupero e siccome è noto a tutti che fu uno sfregio alla Valle,  valutare la possibilità di eliminarlo”.

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E se c'è chi, come il sindaco Firetto, risponde che prima bisogna trovare una valida alternativa, Tusa schiva. “Guardi io non sono un ingegnere, sono un archeologo e sono assessore ai beni culturali, quindi faccio il mio lavoro cioè mi occupo del paesaggio e di quello archeologico in particolare. Quindi per me demolire sarebbe una grande conquista nell’ottica della possibilità di riappropriarsi del paesaggio originario della Valle dei Templi di Agrigento. Sulle alternative è ovvio debbano confrontarsi gli altri, io ascolterò con interesse e comunque, precisiamo, non è una decisione devo prendere io”.

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