Cronaca

"Perforazione di un'arteria coronarica", chiesto risarcimento di 841.050 euro

Il tribunale accertata "l'insussistenza di un rapporto causa-effetto tra le conseguenze lesive lamentate e una condotta inadempiente - commissiva o omissiva - posta in essere dai sanitari" ha già rigettato la domanda risarcitoria. I familiari hanno citato l'Asp in appello per ottenere l'integrale riforma dell'impugnata sentenza

Il tribunale di Agrigento - a fine dello scorso gennaio - "accertata l'insussistenza di un rapporto causa-effetto tra le conseguenze lesive lamentate e una condotta inadempiente - commissiva o omissiva - posta in essere dai sanitari" ha rigettato la domanda risarcitoria. Gli eredi dell'uomo che, il 16 agosto del 2011, subì la perforazione iatrogena dell'arteria coronarica, durante il tentativo di ricanalizzazione dell'IVA, hanno citato in appello l'Asp per ottenere l'integrale riforma dell'impugnata sentenza. Chiedono la condanna dell'azienda sanitaria al pagamento del risarcimento dei danni quantificati in 841.050 euro. L'udienza, davanti la sezione civile della Corte d'appello di Palermo, è stata fissata per il 18 settembre prossimo.

Il paziente venne assistito in ospedale il 16 agosto del 2011. L'istanza di risarcimento è stata avanzata il 6 febbraio del 2014 e l'Asp è stata citata a comparire davanti al tribunale di Agrigento il 14 dicembre del 2016. Il 30 gennaio di quest'anno c'è stata la sentenza di primo grado (quella che accerta l'insussistenza di un rapporto causa-effetto tra le lamenate conseguenze lesive e una condotta inadempiente) e rigetta la domanda risarcitoria. Prima della sentenza del tribunale di Agrigento, quindi negli anni successivi all'assistenza dei medici dell'ospedale "San Giovanni di Dio", l'agrigentino è deceduto. Nessuno dei medici che ha assistito il paziente è stato iscritto nel registro degli indagati. 

Per i familiari dell'uomo, che hanno riassunto il giudizio al posto del congiunto, "le cure praticate dai sanitari in servizio all'unità operativa di Cardiologia del presidio ospedaliero di Agrigento sono state errate - si legge negli incartamenti - e sono consistite nella perforazione iatrogena dell'arteria coronarica". 

L'Asp viene rappresentata in giudizio da una compagnia di assicurazione che ha confermato, per la difesa e la rappresentanza dell'azienda, l'avvocato Pietro Recupero di Misterbiianco. L'azienda sanitaria provinciale ha deciso, dunque, di costituirsi in giudizio per ottenere il rigetto delle pretese risarcitorie formulate, appunto, anche in appello.  

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