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(foto archivio)

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Subì un secondo intervento chirurgico per "riparare" al primo: chiesti 125 mila euro

L'uomo, che ha citato dinanzi al tribunale l'Asp, era finito al pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni di Dio" a causa di un infortunio domestico

Finisce in ospedale, al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, a causa di un infortunio domestico. Riportando una lussazione del capitello radiale e una frattura dell’epifisi distale radio del polso destro viene sottoposto ad un intervento chirurgico di sintesi e riduzione. Per lesioni nervose periferiche, assenti al momento del ricovero, né descritte nella cartella clinica, il paziente ha però poi dovuto far ricorso alle cure in altre strutture sanitarie subendo una ulteriore operazione. Un intervento chirurgico correttivo del primo. E’ per accertare e dichiarare la responsabilità per il danno subito - per la condotta negligente, imperita e imprudente dei sanitari che lo ebbero in cura – che l’agrigentino ha citato, dinanzi al tribunale della città dei Templi, l’azienda sanitaria provinciale. Il danno patrimoniale e non patrimoniale è stato quantificato in complessivi 125 mila euro.

Somma che l’Asp non intende pagare, tant’è che non ha già aderito al procedimento di mediazione promosso dal paziente. Adesso, dopo la citazione di fine anno, l’ente ha deciso di comparire all’udienza fissata per il 9 aprile prossimo, davanti al tribunale di Agrigento. “Dall’esame della documentazione sanitaria e della relazione pervenuta dall’unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia del presidio ospedaliero ‘San Giovanni di Dio’ – scrivono dall’Asp – non sono emersi profili di responsabilità a carico dei sanitari che ebbero in cura il paziente”. Motivo per il quale dunque l’ente si costituirà in giudizio per ottenere il rigetto delle pretese risarcitorie avanzate. Il commissario straordinario Mario Zappia ha inoltre dato il via libera all’affidamento dell’incarico professionale ad un avvocato esterno. E questo perché il responsabile del servizio Legale ha comunicato di non poter assumere l’incarico perché, per lo stesso periodo, ha concomitanti adempimenti processuali e d’ufficio in itinere per incarichi giudiziari attualmente pendenti. Ancora una volta, dunque, l’azienda sanitaria provinciale – che ciclicamente riceve numerosissime richieste di risarcimento danni – fa ricorso a professionisti esterni, nominativi iscritti negli elenchi approvati.

Il cittadino, rappresentato dall’avvocato Diego Giarratana, è finito al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” a causa di un infortunio domestico il 28 novembre del 2018. 

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