Pre-triage, primo intervento e degenza: ecco come l'Asp ha "disegnato" il Covid hospital di Agrigento

Tre le zone previste per i ricoverati: "verde" (circa 14 posti letto di osservazione e accertamento diagnostico), "gialla" e "rossa" (fino a 20 posti letto per ricovero ordinario e subintensivo, flessibili secondo le necessità) dedicate a pazienti Coronavirus accertati

Ci sarà l'area di pre-triage (di fatto già esistente da settimane) all'esterno dell'ospedale. L'area di primo intervento sistemata nelle 4 stanze appositamente individuate nella zona antistante il pronto soccorso e avrà la funzione di esecuzione ed attesa degli esiti degli accertamenti necessari alla conferma diagnostica (EGA, Rx torace preferibilmente con apparecchio portatile, TC torace smdc se necessario, esami ematochimici, tampone rino-faringeo, ... ). La Radiologia del pronto soccorso è stata indicata come area diagnostica ad uso esclusivo Covid. E ci sarà anche l'area di degenza dei pazienti Covid accertati o sospetti. Area che è stato disposto venga sistemata nei locali già precedentemente occupati dalle unità operative di Otorinolaringoiatria, Oculistica e Urologia "con un progressivo utilizzo di posti letto (qualora necessari) - scrive l'Asp di Agrigento - fino ad un totale di circa 35 posti letto singoli, eventualmente da incrementare fino a 70 posti letto, utilizzando la metodica di ricovero in coorte. Area di degenza che, sulla carta, è stata suddivisa in tre zone.

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Mentre medici, infermieri, tecnici, ausiliari e cittadini sono preoccupati rispetto alle recenti disposizioni dell'assessorato alla Salute della Regione Sicilia per l'istituzione di posti letto Covid all'interno dell'ospedale "San Giovanni di Dio", ci sono sindaci come Silvio Cuffaro di Raffadali che si dice "pronto ad intraprendere azioni di lotta serrata nei confronti di scelte scellerate ed incomprensibili visto che si stanno commettendo errori già fatti a Bergamo e Codogno" e come Lillo Firetto di Agrigento che chiede chiarezza "senza lasciare spazio a incertezze organizzative, se debba essere - scrive - l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento il centro di riferimento per i malati Covid o se invece sia preferibile adottare una decisione differente individuando una idonea struttura al di fuori del complesso ospedaliero".

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L'Asp, con il direttore sanitario Gaetano Mancuso, e l'azienda ospedaliera "San Giovanni di Dio", con il direttore sanitario Antonello Seminerio, hanno intanto già disposto che venga "formalizzato e implementato il percorso Covid già tracciato che prevede l'individuazione nel contesto del presidio ospedaliero di Agrigento di 3 aree operative esclusive dedicate all'emergenza Covid-19".

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E sono stati disposti anche i cosiddetti dettagli. Nell'area di pre-triage è prevista anche la zona di svestizione per gli operatori (che è sistemata nella seconda tenda, di colore verde, posta dietro l'area di pre-triage). Per quanto riguarda l'area degenza è stata, appunto, suddivisa in tre porzioni: zona verde, zona gialla e zona rossa. La "zona verde" (circa 14 posti letto di osservazione e accertamento diagnostico) è dedicata - ha previsto l'Asp - a pazienti sospetti per Covid-19 in attesa di conferma/disconferma diagnostica, ad integrazione dei 4 posti letto di isolamento già esistenti in pronto soccorso. Le zone "gialla" e "rossa" (fino a 20 posti letto di degenza ordinaria e subintensiva, flessibili secondo le necessità) sono dedicate - scrivono dall'Asp e dall'azienda ospedaliera - a pazienti Covid accertati, paucisintomatici, che necessitano soltanto di ossigenoterapia, ossigenoterapia ad altissimi flussi e monitoraggio; e altri, con quadro clinico più severo, che hanno bisogno di modalità di ventilazione non invasiva (ventilazione con casco/maschera) con attento monitoraggio di tutti i parametri vitali".

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E' stato anche individuato il percorso del paziente Covid accertato dall'area di primo intervento all'area di degenza. Così come è stato disposto chi dovrà occuparsi di cosa. "La gestione delle aree di pre-triage e di primo intervento sono - scrive l'Asp - in capo al direttore della Uoc Mcau, che dovrà provvedere con personale proprio, già assegnato. La gestione dell'area di degenza Covid sarà assicurata dal personale medico della Uoc Medicina Interna, integrati da altri 5 medici del pronto soccorso e dalla collaborazione di un medico rianimatore, formalmente individuato per ogni turno di servizio. Il nursing sarà garantito da tutto il personale infermieristico ed ausiliario della Uoc Medicina Interna e da 8 unità infermieristiche e ausiliarie del pronto soccorso, individuate dal direttore del pronto soccorso, con scelte orientate a principi di valorizzazione delle professionalità e di salvaguardia dei soggetti con particolare rischio biologico".

Per attivare questi posti letto Covid al "San Giovanni di Dio", le unità operative di Otorinolaringoiatria e Oculistica sono state riallocate al quarto piano della scala D (ex Chirurgia Vascolare), "con condivisione degli spazi assegnati, riservando 2 posti letto per eventuali urgenze oftalmologiche e 4 posti letto per quelle ORLiatriche, destinando le rimanenti stanze all'utilizzo come locali di servizio (magazzino, spogliatoi, ... )" - scrivono dall'Asp di Agrigento - . Medicina Fisica e Riabilitativa è stata risistemata nei locali destinati alla speciale unità di Accoglienza permanente che risultava essere sottoutilizzata. L'unità operativa complessa Urologia è stata trasferita nei locali resi liberi dalla riallocazione di Medicina fisica e Riabilitativa. I pazienti degenti a Medicina interna vengono - la disposizione di servizio è di venerdì - trasferiti alla Casa di cura Sant' Anna con il contemporaneo blocco dei nuovi ricoveri (dirottati questi ultimi a "Sant'Anna"). Questo "riassetto logistico ed organizzativo ha di fatto consentito l'individuazione di una area da destinare all'emergenza Covid, allocata al terzo piano dell'ala C-D del presidio ospedaliero di Agrigento" - ha scritto l'Asp - .

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