Burocrazia e nulla osta, così svanì il sogno dell'ambulatorio di Malattie infettive

Fabrizio Pulvirenti, il medico sopravvissuto all'ebola, s’era detto disponibile a venire a fare, in comando, attività ambulatoriale

L'ospedale San Giovanni di Dio

Soldi e burocrazia. Se questi sono stati gli ostacoli che hanno, al momento, impedito la realizzazione di un reparto di Malattie infettive al “San Giovanni di Dio”, solo la burocrazia – la mancanza di un nulla osta, nello specifico, - ha impedito che venisse allestito e diventasse pienamente operativo l’ambulatorio di Malattie infettive. Ambulatorio al quale aveva creduto proprio l’ex direttore generale dell’Asp Salvatore Lucio Ficarra.

“S’era deciso, per fronteggiare la carenza, di portare Pulvirenti. Abbiamo contattato il medico, sopravvissuto all’ebola, Fabrizio Pulvirenti che s’è detto disponibile a venire a fare, ad Agrigento, in comando, attività ambulatoriale – ha ricordato e ricostruito, ieri, l’ex general manager dell’azienda sanitaria provinciale  - . Il dottore Pulvirenti non ebbe il nulla osta dal suo direttore generale, nonostante più volte da noi richiesto. Attenzione, non c’era nessun obbligo a darlo questo nulla osta perché nei comandi il nulla osta è facoltativo, ma io avevo chiesto perché conoscevo il dottore Pulvirenti e perché lui voleva venire ad Agrigento a fare attività ambulatoriale. E portarlo in comando – ha argomentato Ficarra - non sarebbe andato a gravare sulla spesa del personale. Essendo lui dipendente di un’altra amministrazione pubblica, non incideva sul costo. Io lo volevo portare a tutti costi, ma non lo hanno voluto lasciare. Non so per quale motivo” – ha chiarito l’ex dg dell’Asp - . Era metà aprile del 2016 quando, parlando proprio con l’allora direttore generale Salvatore Lucio Ficarra, il “sogno” di un ambulatorio di Malattie infettive sembrava veramente a portata di mano. Un ambulatorio che avrebbe rappresentato un grosso passo in avanti: un passo d'avvicinamento verso il reparto. E' stato, di fatto, il sistema regionale degli ultimi due decenni a "dimenticare" Agrigento. Nell'Ennese, da dove doveva arrivare il medico sopravvissuto all’ebola, Malattie infettive esiste oltre che nel capoluogo anche a Nicosia.

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Stasera verrà chiusa la petizione online, lanciata dall’agrigentino Alfonso Cartannilica, per chiedere – dicendo “Basta a tragedie come quella di Loredana” – la creazione del reparto di Malattie infettive. Poco più di 2 mila le sottoscrizioni raccolte in una settimana. Quasi come se della presenza o meno di quel reparto non interessasse a molti. Quasi some se le malattie infettive dovessero riguardare solo gli altri: magari chi viaggia o gli stranieri. In realtà, esiste una malattia infettiva che è assai diffusa e che continua a provocare vittime. E’ la meningite. E non bisogna andare in Nigeria per contrarla. 

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