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"Nascose documenti su presunti favoritismi in assunzioni", azzerato processo a dirigente Cua

La vicenda, che risale al 2012, scaturisce dalla denuncia di un imprenditore che in passato aveva avuto un rapporto di lavoro con l'ente e chiedeva di essere stabilizzato

Un anno e mezzo dopo il rinvio a giudizio e dopo un paio di false partenze, si azzera il processo a carico di Olga Matraxia, 65 anni, dirigente del polo universitario, accusata di omissione di atti di ufficio per essersi rifiutata, secondo l’accusa, di fornire la documentazione relativa ad alcune assunzioni. Il rinvio a giudizio, il 27 novembre del 2017, era stato deciso dal giudice Alfonso Malato, nel frattempo diventato presidente della prima sezione penale dove oggi, dopo una serie di passaggi intermedi e false partenze, avrebbe dovuto ripartire il processo. Il magistrato, avendo celebrato l’udienza preliminare, era incompatibile e, di conseguenza, si è astenuto.

"Si rifiutò di fornire atti", parte processo a dirigente Consorzio

Con la conseguenza che è stato decisa la riassegnazione ad un’altra sezione penale. Il dibattimento si riaprirà il 2 aprile davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara. La vicenda, che risale al 2012, scaturisce dalla denuncia di un imprenditore che in passato aveva avuto un rapporto di lavoro con l'ente e chiedeva di essere stabilizzato. Un esperto informatico, dopo avere lavorato con un contratto a progetto stipulato con una sua ditta, si era visto respingere la richiesta e chiese dei documenti al Cupa che giustificassero, invece, le assunzioni decise a vantaggio di altri precari che, a suo dire, avevano i suoi stessi requisiti. L'ente non rilasciò la documentazione con la motivazione della "carenza di interesse" da parte del richiedente. 

La Procura, al termine delle indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio e l’autore della querela si è costituito parte civile con l’assistenza dell’avvocato Salvatore Pennica. Il difensore dell’imputata, l’avvocato Daniela Posante, all’udienza preliminare ha invece chiesto il non doversi procedere aggiungendo che “non si tratta di una fattispecie che rientra fra le condotte omissive”. 
 

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