La movida nei giorni del Covid 19: niente feste, concerti e sagre, Marco Catalano: "Regalare svago era il nostro mestiere"

Parla uno dei principali esponenti della "notte" agrigentina. Tutto rimandato (si spera) all'anno prossimo

Marco Catalano

Sarà un’estate silenziosa, quella che vivranno la stragrande maggioranza dei giovani dell’Agrigentino. L’emergenza Coronavirus ha ridisegnato le abitudini di tutti. Oltre ai commercianti, agli artigiani ed ai ristoratori, uno dei settori più colpiti è quello destinato alla movida. I professionisti del settore sono in attesa, ma le disposizioni - anche in Fase 2 - sono abbastanza chiare: no assembramenti.

Niente sagre, feste in spiaggia o concertone del primo maggio. Agrigento rispetta tutte quante le norme di sicurezza. Abbiamo intervistato Marco Catalano, tra i principali organizzatori di eventi della città. Lui, insieme ai suoi colleghi, è a casa in attesa di vivere giorni migliori. Catalano, che nella vita fa il vocalist e l’ideatore di eventi, ha “stoppato” gli eventi estivi.

“Come sto vivendo? Ovviamente io ed il mio gruppo siamo fermi. Ci adeguiamo a tutto quello che viene detto dai vari decreti, quindi possiamo fare ben poco. Stiamo programmando da casa, abbiamo realizzato dei video e tanto altro. Seguiamo - dice Marco Catalano ad AgrigentoNotizie - tutto quello che ci viene detto”.

La macchina organizzativa della movida agrigentina e non solo, è composta da professionisti del settore. Persone che si cibano del loro lavoro. “Come ci reinventeremo? Siamo tutti fermi. La movida è composta da tante persone - dice Catalano - dal Pr che non può organizzare e dunque vendere, al vocalist ma anche al deejay. Senza dimenticare gli imprenditori che hanno dei locali estivi, adibiti al divertimento”.

L’estate silenziosa di Agrigento prenderà piede quanto prima. “Nessuno deve essere superficiale in questi giorni - dice Catalano - sono morte tantissime persone di Coronavirus e dunque lo svago, forse, è l’ultima cosa. Dobbiamo essere lucidi e non sbagliare niente”.

L’economia della città, è in ginocchio, il “prodotto estivo” avrebbe portato nelle casse degli imprenditori soldi buoni. “Non riesco a quantificare quanto abbia perso Agrigento a livello economico. Perché dobbiamo considerare tutto, anche i compleanni e tanto ancora. Io penso che la movida, per le casse agrigentine, è fatta dall’80% di guadagno estivo. Quindi è una perdita importante. Programmi? Si, in cantiere c’erano diverse cose. Dal 'Giovedì all’italiana a Noche de Fuego', eventi che ormai erano appuntamenti consolidati e attesi dai giovani agrigentini. Non solo, ma anche manifestazioni dedicate al food e tante altre cose. Credo - dice Catalano - che sia l’estate peggiore che Agrigento possa vivere”.

Niente assembramenti ed eventi dedicati, per una bella stagione che sarà tanto silenziosa e dedita alle norme vigenti. “La movida è assembramento - aggiunge Catalano - era bello vedere migliaia di giovani divertirsi, dare svago è il nostro mestiere. Agrigento, però, non è mai stata una città a vocazione turistica. Ricordo bene le polemiche sulla musica ad alto volume e tanto ancora. La mancata offerta, impoverirà l’estate agrigentina”

La movida, ed i suoi organizzatori, si prende un’estate di pausa. “Come proteggere i lavoratori della notte? E’ utopico pensare a questo. E’ un settore importante, è vero. Al momento, ovviamente, la priorità va data ai commercianti, alla gente che ha chiuso i negozi ed i ristoranti.  Sarà la peggiore estate, perché anche la comitiva di amici è assembramento, ma dobbiamo rispettarci. Dunque attenderemo l’evolversi della situazione agendo sempre di responsabilità”.

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