Il Giardino botanico diventa location per la messa alla prova di imputati

Verranno impiegati in servizi vari coloro che hanno chiesto la sospensione del processo con "messa alla prova"

Giardino botanico

Il giardino botanico diventa location per il progetto di messa alla prova di imputati di reato che hanno chiesto la sospensione del processo con "messa alla prova" appunto. Gli imputati dovranno osservare scrupolosamente il programma di trattamento che prevede mansioni da svolgere, tempi ed orari, controllo dell'attività, rilevazione della presenza e relazione finale del lavoro svolto.

La convenzione con il tribunale di Agrigento, prevede l'utilizzo di persone da adibire a collaboratore tecnico/amministrativo; manutentore impianti e servizi; idraulico, elettricista, falegname, fabbro, carpentiere, operaio semplice, manutentore del verde. Inoltre, secondo quanto rende noto il Libero consorzio comunale, potranno essere impegnati in attività ausiliarie connesse ai servizi di manutenzione. L'ente provvederà ad assicurare, a proprie spese, i lavoratori interessati.

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L'inizio del programma fa seguito all'attività di collaborazione con il tribunale di Agrigento avviata dal Libero consorzio di Agrigento. Lo scorso anno, il commissario straordinario del Libero consorzio comunale di Agrigento Girolamo Alberto Di Pisa aveva delegato il dirigente Ignazio Gennaro, del settore Stampa Urp Cerimoniale Accoglienza e Giardino Botanico, a sottoscrivere un'apposita convenzione con l'ufficio di Esecuzione penale esterna di Agrigento per lo svolgimento di attività di volontariato denominate "Messa alla prova" (MAP) da eseguire al Giardino botanico. Si tratta di una consolidata cooperazione che era stata avviata nel dicembre 2007 quando fu stipulata una convenzione tra il ministero della Giustizia, la ex Provincia regionale di Agrigento e gli enti per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità da parte di condannati a pene detentive. 

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