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La Guardia di finanza durante l'operazione

La Guardia di finanza durante l'operazione

Guanti in lattice e mascherine anti Covid non conformi: maxi sequestro e salate sanzioni

La Guardia di finanza, fra gli esercizi commerciali di Agrigento, Canicattì e Porto Empedocle, hanno bloccato 107.380 mascherine chirurgiche e 2.700 guanti di produzione cinese

Oltre 100 mila mascherine, prive delle necessarie certificazioni di sicurezza e potenzialmente dannose per la salute dei consumatori, sono state sequestrate dai militari della Guardia di finanza di Agrigento. Una specifica attività di controllo - disposta dal comando provinciale delle Fiamme Gialle - ha portato all’individuazione di vari esercizi commerciali di Agrigento, Canicattì e Porto Empedocle, al cui interno sono state rinvenute complessivamente 107.380 mascherine chirurgiche e 2.700 guanti in lattice, di produzione cinese, destinati alla vendita al minuto, privi delle attestazioni dei necessari requisiti di conformità del prodotto.

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I militari hanno accertato che i dispositivi di protezione individuale, in parte destinati ai minori di 14 anni, erano privi del marchio CE, dei requisiti prescritti sulla sicurezza dei prodotti (indicazione del produttore, numero del lotto e scadenza), delle istruzioni d’uso e delle avvertenze obbligatorie in lingua italiana. Ma anche che i titolari delle attività controllate non erano in possesso di autorizzazione in deroga all’immissione in commercio dei  prodotti rilasciata dall’Istituto superiore della Sanità o dall’Inail. 

Dalla vendita di quella merce sarebbero stati ricavati oltre 50.000 euro,. Tutto, prima che potesse essere immesso sul mercato con potenziali conseguenze nocive per la salute dei cittadini, è stato sequestrato. Ai titolari delle ditte ispezionate sono state irrogate sanzioni amministrative che variano da un minimo di 500 a un massimo di 60.000 euro.

L’operazione s’inquadra nell’ambito dei numerosi servizi di prevenzione e repressione degli illeciti legati all’emergenza sanitaria da Covid-19, avviati dalle Fiamme Gialle agrigentine sin dall’inizio della pandemia, con particolare attenzione alla corretta commercializzazione dei dispositivi di protezione personale, sia dal punto di vista fiscale che della sicurezza dei prodotti. L’attività svolta testimonia la costante attenzione operativa della Guardia di finanza per evitare che affaristi senza scrupoli possano sfruttare le agevolazioni normative connesse alla necessità di fronteggiare l’emergenza sanitaria, allo scopo di ottenere illeciti vantaggi economici a discapito della salute e sicurezza dei cittadini. 

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