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Agrigento, Mareamico: «Scandaloso depuratore del Villaggio Mosè»

Lo afferma Mareamico in una nota in cui evidenzia che «quest’impianto costruito per depurare 4 litri al secondo di fogna ne riceve circa 40, poiché nel tempo il quartiere di pertinenza è cresciuto a dismisura. Il 90per cento di queste acque nere che arrivano all’impianto vengono quindi bypassate e finiscono in un vallone, inquinando»

«Ad Agrigento esiste un depuratore, quello del villaggio mosè, che è un campione assoluto di inefficienza: l’Arpa che ha effettuato le analisi ha riscontrato che il refluo in entrata risulta meno inquinato di quello in uscita; tutto questo ha prodotto la revoca dell’autorizzazione allo scarico».

Lo afferma Mareamico in una nota in cui evidenzia che «quest’impianto costruito per depurare 4 litri al secondo di fogna ne riceve circa 40, poiché nel tempo il quartiere di pertinenza è cresciuto a dismisura. Il 90per cento di queste acque nere che arrivano all’impianto vengono quindi bypassate e finiscono in un vallone, inquinando il sottosuolo e ammorbando l’aria in zona. Ma non è finita: queste acque luride - lungo il tragitto - vengono intercettate dagli agricoltori ed utilizzate per innaffiare orti e giardini, prima di arrivare al mare e completare l’iter distruttivo per l’ambiente. Chissà quando costruiranno il nuovo depuratore».

Nella stessa nota l'associazione ambientalista ricorda come la Sicilia detenga la maglia nera per la depurazione delle acque reflue: su oltre cinque milioni di abitanti, solo poco più di tre milioni sono serviti da impianti di depurazione; 27 comuni sono stati multati dall’Unione europea perché non hanno una rete fognaria, altri 175 sono in infrazione, mentre 1.300 chilometri di coste siciliane risultano sempre più inquinati, come decine di falde acquifere.

«Questa grave situazione - aggiunge mareamico - perdura nonostante l’esistenza di un finanziamento di un miliardo e cento milioni di euro di fondi europei assegnati e non spesi, mentre contemporaneamente la Sicilia rischia una multa di 185 milioni di euro – 37 euro per ogni abitante – fino a quando gli scarichi a mare non saranno stati ridotti a zero»

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